Zola: “Milan, così puoi mettere in difficoltà in Chelsea”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dal settimanale della Gazzetta dello Sport, Sportweek, “Magic Box” Gianfranco Zola ha presentato la grande sfida di domani sera tra Chelsea e Milan.

Chelsea-Milan: che sfida sarà?
“Il peso sarà tutto sulle spalle degli inglesi, che, un punto nelle prime due partite del girone, non possono più sbagliare. Il Milan giocherà con maggiore tranquillità, e potrebbe essere un fattore decisivo, perché i rossoneri, quando giocano in serenità e leggerezza, esprimono al meglio le loro qualità”.

Che sono?
“Hanno giocatori creativi e che attaccano bene il campo. Soprattutto a sinistra, con Leao e Theo. Se il Milan ha campo davanti diventa pericolosissimo”.

E le qualità del Chelsea?
“La squadra ha cambiato allenatore e si sta riorganizzando e questo può essere un altro elemento a favore del Milan. Ma rimane una delle squadre migliori al mondo, che gioca nel campionato più importante e qualitativo di tutti. Di sicuro sarà una partita bellissima”.

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Dove il Chelsea può colpire il Milan?
“Tutte le squadre che giocano in Premier partono avvantaggiate sugli avversari, perché quello inglese è un campionato che ti prepara meglio perché è più “alto” rispetto agli altri: nel ritmo e nella qualità tecnica media. E questo ti dà un vantaggio indubitabile, lo stesso che avevano i club di Serie A nei confronti degli altri tornei durante gli Anni 90. Ma il Milan è alla seconda partecipazione consecutiva in Champions, gioca a sua volta un calcio dinamico e aggressivo, e questo potrebbe ridurre la differenza dal punto di vista atletico. Resta il fatto che appena un anno fa il Chelsea vinceva la Champions, parliamo quindi di una squadra con una caratura internazionale in questo momento superiore ai rossoneri”.

Perché in Serie A non riusciamo a pareggiare l’intensità e la velocità di gioco che caratterizza la Premier?
“Siamo storicamente diversi dagli inglesi. Loro hanno sempre puntato su corsa e aggressione dell’avversario, a volte a discapito della tattica, in cui noi invece siamo maestri. Ma con l’avvento di grandi allenatori stranieri gli inglesi hanno alzato di molto anche il loro livello tecnico-tattico, e la fusione di atletismo e qualità ha dato vita a una miscela vincente. Senza dimenticare che la Premier è il campionato che può spendere più di tutti; e, quando puoi spendere tanto, prendi il meglio, come allenatori e giocatori”.

Le differenze atletiche tra noi e loro sono figlie anche di una preparazione diversa?
“La preparazione viene fatta in funzione di quello che ti aspetta la domenica, quindi va da sé che gli inglesi si allenano per andare sempre più forti e veloci. I loro allenamenti hanno ritmi diversi dai nostri, dettati dalle necessità imposte dalla partita. Rispetto a noi, meno palestra e più frizzanti partitelle a tutto campo. Noi sacrifichiamo un po’ di intensità in favore della teoria e della didattica. Ma la preparazione atletica è solo una delle ragioni, non l’unica, se in Premier si gioca più veloce che da noi. In Inghilterra si vuole vincere, più che non perdere. Sei più libero di testa. Preferiscono rischiare, anche a discapito di qualche errore di posizione. Non sempre è giusto, ma è così”.

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Cosa si è rotto tra Tuchel e il Chelsea? E Potter è l’uomo giusto per risollevare la squadra?
“Su Tuchel mi sono interrogato anch’io. Solo un anno fa vinceva la Champions col club… Presumo che ci siano stati disaccordi con la nuova proprietà, non credo che il suo esonero sia dipeso dai risultati. Potter mi piace molto, ero impressionato dal suo Brighton, una squadra medio-piccola che giocava come le grandi. Adesso si trova in una dimensione diversa e mi auguro che, prendendo lui, il Chelsea abbia fatto la scelta giusta”.

Zola, si è fatto un’idea del perché il Chelsea sia la squadra più “italiana” di tutte? Lei, Vialli, Sarri, Conte, Ancelotti…
“Negli Anni 90 il calcio italiano era un punto di riferimento, le partite di A venivano trasmesse in Inghilterra e avevano un grande seguito. Per questo il Chelsea ha creduto nei giocatori e allenatori italiani, con buoni risultati mi pare. Spero che la tradizione continui”.

IL TELECRONISTA DI CHELSEA-MILAN, SANDRO PICCININI, SARA’ NOSTRO OSPITE OGGI POMERIGGIO ALLE ORE 16 AL TALK DI RADIO ROSSONERA, LIVE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE!

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Gianfranco Zola

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