Zola: “Ecco perché tutti vorrebbero uno come Olivier Giroud”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato da Sportweek, settimanale della Gazzetta dello Sport, Gianfranco Zola ha raccontato il suo ex bomber Olivier Giroud.

Dunque, perché, nonostante la concorrenza, quando il gioco si faceva duro la scelta di Sarri e sua cadeva invariabilmente su Giroud?
“Per due ragioni semplicissime e decisive: si è sempre comportato da eccellente professionista e in campo ha dimostrato il suo valore. È vero, è uno che a inizio stagione spesso viene sottovalutato: non è veloce, non ruba l’occhio con giocate spettacolari, non segna 30 gol a campionato… Però è molto intelligente, e perciò utile alla squadra. Lo ha dimostrato con noi e lo sta dimostrando col Milan. E i gol che fa magari sono pochi per essere un centravanti, ma tutti importantissimi”.

Quali sono le sue qualità migliori?
“Ripeto: l’intelligenza e il sapersi mettere al servizio della squadra. È uno di quei centravanti amati da trequartisti e seconde punte, perché è bravissimo nel metterli in condizione di giocar bene ed essere pericolosi. Olivier non esige per sé il ruolo di protagonista a tutti i costi, sa fare da “spalla” per gli altri. Hazard adorava giocare con lui proprio per la sua abilità nel fare da sponda: il belga gli girava intorno e traeva beneficio dai suoi movimenti e dai suoi tocchi”.

Quando parla di un calciatore “intelligente” si riferisce a questa caratteristica precisa?
“Sì. Giroud è intelligente dal punto di vista tattico, molto abile nell’entrare nell’azione d’attacco e quindi a giocare d’appoggio ai compagni. Non è un finalizzatore e basta. Chiaro, se vuoi puntare sul contropiede non sarà mai il tuo “nove” ideale, perché non è abbastanza veloce. Ma se vuoi sviluppare un gioco d’attacco manovrato e vuoi un riferimento centrale cui appoggiarti e intorno al quale far ruotare i compagni, lui è il numero uno. È bravissimo nel proteggere la palla con l’avversario alle spalle, permettendo ai compagni di salire. Il classico giocatore utile alla causa”.

E come centravanti, nel senso stretto del termine, quali sono le sue doti?
“È molto bravo nel calciare, al volo e da fermo. Prima ancora, è molto bravo nel procurarsi lo spazio per farlo. Al Chelsea era uno di quelli che a fine allenamento si fermava a tirare: nel gruppetto c’ero anch’io e devo dire che nel confronto non sfigurava” (ride).

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Il Giroud uomo, invece?
“Con noi non si è mai lamentato quando non giocava. Non ha mai creato problemi, era sempre positivo. Un comportamento esemplare. E parliamo di un giocatore di spessore internazionale, un leader nello spogliatoio, vincitore di un Mondiale: avrebbe avuto qualche ragione nel pretendere una maglia”.

Com’era il vostro rapporto?
“Per un allenatore, Giroud è un punto di riferimento, perché sempre equilibrato, nel modo di fare e di parlare. È capitato più di una volta che ci confrontassimo, quando lui si aspettava di giocare e veniva a sapere invece che sarebbe finito in panchina. Veniva a chiedermi spiegazioni, invitandomi a passare il suo messaggio a Sarri, ma lo ha sempre fatto in maniera educata e rispettosa. In una parola: corretta. Tutti i giocatori, giustamente, pensano anche ai loro interessi e vogliono sentirsi protagonisti. La differenza, nel caso di Giroud, sono stati appunto i modi”.

È anche per questo che si è ambientato così in fretta e bene al Milan, nonostante avesse davanti un totem come Ibrahimovic?
“Non avevo dubbi che ci riuscisse. Era la persona adatta ad alternarsi con Ibra e il giocatore perfetto per il tipo di gioco che vuole fare Pioli”.

Giroud è il più forte colpitore di testa che ha visto?
“È molto bravo perché è alto e grosso e quindi è molto difficile spostarlo. Poi è abile a farsi trovare sui cross nella posizione migliore per colpire. Ma non è il più forte perché non salta tantissimo”.

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