Ibrahimovic per il sociale: “Ora voglio dare qualcosa! Milan, non si sa mai…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Zlatan Ibrahimovic è il testimonial del “Move Together Program”, un’iniziativa promossa da H&M e dalla Fondazione Laureus Italia: ecco in che modo lo svedese aiuterà i giovani in difficoltà

Zlatan Ibrahimovic ha ancora tanto, tantissimo da dare al mondo del calcio e al mondo dello sport in generale. Negli ultimi mesi, l’ex attaccante di Juventus, Inter e Milan è diventato testimonial del marchio sportivo “H&M Move”, marchio che ha lanciato nella giornata di ieri il “Move Together Program”. Insieme alla Fondazione Laureus Italia, che coordina il progetto, Zlatan Ibrahimovic e H&M coinvolgeranno nel giro di due anni 2000 giovani che vivono situazioni di disagio a Milano, Roma, Napoli e Palermo utilizzando lo sport come strumento di inclusione ed educazione.

Il messaggio di Zlatan ai ragazzi in difficoltà: “Lo sport crea legami, amicizia, appartenenza”

Ieri, Zlatan Ibrahimovic si è presentato a sorpresa nel campo estivo della scuola Italo Calvino, nella periferia milanese (Precotto), per incontrare i ragazzi e portare il messaggio della Fondazione Laureus Italia, una no-profit internazionale che ha avuto come primo presidente Nelson Mandela e dallo slogan “Lo sport può cambiare il mondo”. Di seguito le parole dell’ex attaccante del Milan riportate dal Corriere della Sera.

Zlatan Ibrahimovic e l’insegnamento ai ragazzi

«Quello che vorrei insegnare ai ragazzi che si trovano in un percorso di crescita come quello che ho vissuto io è di trovare il modo di fare squadra con gli altri. In quel periodo possedevo un pallone molto semplice, in gomma, con cui giocavo nelle strade di Malmö. Quel pallone è stata la stella del nostro quartiere e il punto di partenza della mia carriera. Insieme abbiamo imparato a diventare giocatori migliori e a superare gli ostacoli. E so perché l’ho vissuto che lo sport può creare legami, amicizia e appartenenza. Se ci sono riuscito io possono anche gli altri. Grazie al calcio mi sono fatto nuovi amici e ho imparato come ci si copre le spalle a vicenda. Il primo consiglio che posso dare è: cerca di non essere come qualcun altro, cerca la tua strada. Essere sé stessi significa essere perfetti. Dove sono cresciuto io, la gente mi diceva sempre “Non è possibile”. Voglio mostrare ai ragazzi che crescono ora, che tutto è possibile. Io sono la prova vivente che si può avere successo e trovare un posto a cui appartenere, dove puoi dare il tuo contributo».

Sulla Fondazione Laureus Italiana e sul “Move Together Program” di H&M

«Le organizzazioni come Laureus possono dare sostegno eliminando ostacoli alla pratica sportiva; questo avrà un effetto positivo sui giovani e sulle comunità di appartenenza. Bisogna partire dalla gioia creando energia. I momenti più difficili della mia carriera sono stati quando mi sono infortunato gravemente e non potevo più muovermi. Sono felice solo quando mi muovo, non riesco a stare fermo. È importante trovare un’attività che ti piaccia e partire da lì, per questo credo davvero che il programma Move Together di Laureus e H&M, offrendo attività gratuite, possa giocare un ruolo importante. Muovendosi si diventa più forti, ma non si tratta solo di benefici fisici: lo sport viene utilizzato per aiutare i ragazzi ad avere fiducia in sé stessi e a trovare una direzione positiva».

Sull’importanza della moda

«Io non ho avuto certe possibilità durante la mia infanzia, quando desideravo quello che indossavano i miei idoli, ed è per questo che collaboro con H&M Move: è per tutti, questo mi piace. Tutti possono avere quello che usa Ibra. A chi devo dire grazie? Credo che una lezione importante sia credere in se stessi e trovare i propri super poteri. Per questo dico grazie a Zlatan, Ibrahimovic e Ibra».

Zlatan Ibrahimovic sul suo idolo

«Muhammad Alì, per la sua determinazione e per il modo in cui ha abbattuto gli stereotipi e si è fatto valere».

Dove si vede tra 10 anni?

«Faccio un passo alla volta. La giornata al campus Laureus è un ottimo esempio di ciò che amo fare in questo momento. Non ero lì per prendere, ma dare qualcosa, ispirare».

Sulla vita “nomade” vissuta da calciatore

«Tutti questi luoghi, che un tempo ho chiamato casa mi hanno dato qualcosa. L’Italia ha un posto speciale nel mio cuore e Milano è dove vivo oggi, il resto ce lo dirà il tempo».

Zlatan Ibrahimovic, dall’odio come benzina alla pace

«All’inizio della mia carriera ero una bomba a orologeria, sia in campo sia fuori. In questa fase della mia vita il mio ego è scomparso: non ho nulla da dimostrare».

Cosa oggi dà felicità?

«Motivare gli altri a praticare attività fisica, in qualsiasi forma, è qualcosa che mi rende felice».

Tra i sogni di Zlatan Ibrahimovic c’è quello di allenare, magari il Milan?

«Non si sa mai»

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zlatan ibrahimovic
Photocredits: Instagram @iamzlatanibrahimovic

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