Ibrahimovic-Pioli, fronte delle scelte ribaltato: i poteri di Zlatan al Milan

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Lorenzo Iadevaia
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Il futuro di Pioli al Milan passa per Ibrahimovic: lo svedese ha ottenuto da Gerry Cardinale ampi poteri decisionali

Zlatan Ibrahimovic in pochi mesi si è preso il Milan e anche Stefano Pioli. Tutto grazie a Gerry Cardinale che ha individuato nel nuovo dirigente svedese la figura a cui affidare la gestione tecnica del Club. Questo è quanto rivelato da La Gazzetta dello Sport nelle pagine dedicate ai rossoneri. Se un anno fa era l’allenatore a scegliere se far giocare o meno Zlatan con le pressioni di quest’ultimo per scendere in campo, adesso il futuro dello stesso è nelle mani proprio del suo ex giocatore. Potere di scelta sul tecnico e non solo, Ibra è ora il perno, in condivisione, della società di via Aldo Rossi.

Il destino futuro passa dal trio

Le scelte fondamentali del futuro del Milan passeranno da Zlatan Ibrahimovic. Questa è la notizia data da La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, infatti Gerry Cardinale ha messo da parte l’ipotesi di portare a Milano il presidente del Tolosa Comolli e ha confermato che il suo portavoce al Milan è l’ex numero 11 rossonero. Però ora è più che un portavoce, potremmo dire un decisore. Lo svedese, pur senza ruoli ufficiali nell’organigramma del Club, avrà potere di scelta sulle principali questioni tecniche e saranno complementari a quelle della parte finanziaria, che fa riferimento all’A.D. Giorgio Furlani mentre insieme a Ibra agirà il responsabile dell’area tecnica Geoffrey Moncada.

Dal potere di Pioli ai poteri di Ibrahimovic al Milan

I poteri dell’ex attaccante, ora dirigente di alto livello, saranno le decisioni sull’allenatore, sulla squadra, il mercato, la nuova under 23 e avrà la possibilità di portarsi collaboratori di fiducia, come spiega la rosea. Il primo è in procinto di arrivare e si tratta di Kirovski con cui ha già lavorato ai Los Angeles Galaxy, anche lì con rapporti di forza diversi. Ibrahimovic deciderà adesso sul futuro di Stefano Pioli al Milan. Tutto è cambiato rispetto a un anno fa quando Ibra scalpitava in panchina per entrare in campo, ma la decisione era in mano al tecnico emiliano.

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