Zirkzee tra Milan e Napoli, pronta l’asta: ecco perché è coinvolto il Bayern

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Il Milan deve risolvere il nodo attaccanti e Zirkzee è il primo nome della lista: il punto tra concorrenza e il diritto del Bayern Monaco

Joshua Zirkzee sta conquistando tutti in questo avvio, il Milan ha un disperato bisogno di attaccanti ed è pronto a lanciarsi a capofitto. L’olandese ha gli occhi puntati addosso, non solo i rossoneri ci pensano, in Serie A la rivale principale sembra essere il Napoli. Gioca un ruolo anche il Bayern Monaco, ex proprietario del cartellino del giocatore. Ecco gli ostacoli da superare dal Milan per arrivare a Zirkzee.

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Tutto per Zirkzee: occhio a Napoli e al Bayern

L’attaccante del Bologna è nel mirino di diversi top club, abbina fisicità e tecnica e in questo avvio di stagione sta facendo vedere grandi giocate. Zirkzee ha messo a segno 4 gol e fornito 2 assist, il Milan vuole provarci seriamente per giugno come riportato da calciomercato.com. L’operazione però è tutt’altro che banale, la concorrenza è agguerrita, in particolare il Napoli. Non solo però, l’ex squadra dell’olandese, il Bayern Monaco, avrà voce in capitolo: i bavaresi hanno il 40% sulla futura rivendita e posseggono un diritto per pareggiare eventuali offerte in arrivo al Bologna. Importanti saranno quindi le decisioni del Bayern su Zirkzee, il Milan è alla porta.

Di Vaio frena l’entusiasmo: “No a gennaio”

Il direttore sportivo del Bologna si è espresso così a tuttomercatoweb:

Un’intuizione felice si chiama Zirkzee. C’è chi lo vorrebbe più prolifico, gli ha dato qualche suggerimento?
“Parliamo spesso, già l’anno scorso fui io ad andare a parlare con lui quando lo volevamo prendere. C’era ancora Sinisa, l’idea di giocare con le due punte e il 3-5-2. Poi dopo un mese è arrivato Motta e siamo passati al 4-3-3, con Arnautovic ha giocato meno. All’inizio per lui è stato complicato, mentalmente non era semplice competere con Arnautovic ma quando Marko è partito Joshua ha fatto il salto di qualità. Da ogni punto di vista: determinazione, lavoro, professionalità. Ha mostrato un grande spirito, come quando giocava all’Anderlecht e andavamo a vederlo. Uno dei primi consigli che gli ho dato è di prendere un numero importante, ha preso il 9. Agli attaccanti si chiede concretezza, Joshua è diverso ma mi piace la sua attitudine e arriverà a fare i gol necessari. Poi oltre a quelli già mette dentro tanta altra roba. E ricordiamo che è un 2001, io alla sua età non avevo determinate certezze. Arrivano col tempo, quelle. Sta mettendo in campo tutte le energie fisiche e mentali per fare al meglio”.

Tranquillizziamo i tifosi per gennaio?
“Non pensiamo assolutamente di cederlo. I rumors servono a poco, lui deve continuare a lavorare e a giocare, a crescere e dare continuità aiutando i propri compagni. Quando inizi a diventare punto di riferimento serve l’aiuto anche nelle difficoltà. Procediamo, tutti insieme e rendiamo concreto e costante il potenziale”.

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