Zirkzee, Pedullà spiega: “Il Milan c’è ma le condizioni sono altre, la Juventus…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Joshua Zirkzee è il sogno di calciomercato di Milan e Juventus: le condizioni per strapparlo al Bologna, però, non sono comodissime

Negli ultimi giorni, il nome di Joshua Zirkzee è stato accostato con sempre più forza al calciomercato di due big di Serie A: Milan e Juventus. A differenza della Gazzetta dello Sport, che vede i bianconeri in pole position per acquistare l’olandese del Bologna, l’esperto giornalista Alfredo Pedullà ha delineato un’altra realtà dei fatti. Su Joshua Zirkzee c’è soprattutto il Milan, più che la Juventus, ma le richieste di calciomercato del Bologna sono molto alte, così come molto alte sono quelle del suo agente Kia Joorabchian (che a Milanello qualcuno ricorda molto bene). Andiamo nel dettaglio.

“Servono tanti soldi”

Secondo quanto riportato dal giornalista, l’attuale prezzo di Joshua Zirkzee (“tra transfer e commissioni“) è di 65-70 milioni di euro, mentre la richiesta di ingaggio presentata dall’agente è di 5 milioni di euro a salire (più bonus). I più si ricorderanno dell’agente Kia Joorabchian, fotografato nel 2011 insieme all’ex AD rossonero Adriano Galliani e all’assistito Carlos Tevez, giocatore che passò poi alla Juventus e non al Milan.

Il Milan, però, ha un interesse di calciomercato più forte di quello di Inter e Juventus per Joshua Zirkzee e le cose potrebbero andare diversamente rispetto a quanto successo con l’argentino nel 2011. Per Pedullà, “il Milan è stato il club italiano più attivo, l’Inter lo apprezza molto ma è molto difficile pensare che investa quella cifra per fare una nuova punta; la Juventus intanto ha intenzione di andare avanti con Vlahovic e di concentrarsi sugli altri ruoli“. La questione, comunque, è economica: “La vera partita deve ancora cominciare, ma è giusto ribadirlo: servono tanti soldi“.

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