(ESCLUSIVA), Zille: “Conte? Non ha il DNA Milan! Gli infortuni…”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuta in esclusiva a Radio Rossonera, la giornalista Federica Zille ha parlato di Napoli-Milan e di Antonio Conte come possibile successore di Pioli

Dopo i recenti passi falsi del Milan, in tanti tra i tifosi invocano il nome di Antonio Conte come prossimo allenatore dei rossoneri. Intervenuta in esclusiva a Radio Rossonera, la giornalista Federica Zille ha parlato di Napoli-Milan e della possibilità Conte come possibile successore di Pioli.

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Federica Zille su Napoli-Milan

Per il Milan a Napoli due punti persi o un punto guadagnato?

“Decisamente due punti persi. Dipende sempre dal retrogusto che ti lascia la partita… se per il Napoli, sotto 0-2, il bicchiere è mezzo pieno ed esce felici dallo stadio perchè è riuscito ad invertire una tendenza, il Milan si ritrova con un misero punticino in mano dopo essere stato sopra di due gol all’intervallo. La squadra ha un umore troppo variabile e alcuni giocatori chiave sono scontenti di alcune decisioni che, legittimamente, il proprio allenatore prende.

Credo sia questo a preoccupare più che il punto in casa del Napoli, che ci sta. Però è anche un Milan che aveva bisogno di fare una vittoria contro una delle contendenti allo Scudetto: se continuano tutti a ripetere, dalla dirigenza all’allenatore, che è quello l’obiettivo, credo che i 3 punti servissero più che altro a livello psicologico. Per come è arrivato quel punto, è veramente deleterio”.

L’uscita dal campo di Leao è stata abbastanza eclatante…

“Sì, anche se non è che abbia mancato di rispetto a Pioli con le parole o con gesti eclatanti. Però forse tra i due era Giroud quello che poteva trovare incomprensibile in quel momento la sostituzione, perchè Leao non aveva fatto una partita straordinaria. Tuttavia è quel giocatore che da un momento all’altro, in una partita da 5, ti trova l’occasione per farla diventare da 7. Bisogna un po’ mettersela via la richiesta di essere continuo a uno come Rafa Leao, detto che sarebbe sempre auspicabile lo fosse all’interno della stessa partita. Ma è anche il suo di pensiero…’Perchè mi togli? Con la partita ancora in bilico, con Pulisic fuori, con Giroud che devi sostituire…’. Cambiare tutto l’attacco a 20 minuti dalla fine della partita secondo me porta la squadra a perdere un po’ di convinzione e fiducia in sè stessi, in particolare senza Giroud, perchè non stanno arrivando i gol dagli altri”.

Federica Zille sui cartellini

Anche il numero dei cartellini di questa stagione è indice della situazione di scarsa tranquillità…

“Ci sono certe situazioni in cui devi spendere il cartellino, che metti in conto quando devi fermare un giocatore nell’1vs1. Più che sui cartellini, è la serenità nel fare la scelta giusta sotto porta. Andare sul 2-0 all’intervallo e poi non vincere quella partita…voglio vedere come tornano in campo contro l’Udinese, perchè veramente può essere una batosta a livello psicologico. E una mazzata ulteriore è vedere l’infermeria dopo sta partita, perchè già tu ti presenti in campo sapendo che se per caso c’è un qualsiasi problema per un difensore, Kjaer non è in panchina. Poi perdi Kalulu e Pellegrino, in questo momento l’ultima spiaggia. Adesso è veramente una squadra martoriata dagli infortuni, e questo a livello di umore può essere un problema in più, perchè sai che deve andare tutto liscio altrimenti non hai alternative”.

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Federica Zille sugli infortuni

Situazione infortuni: come la vedi?

“Non so quanto la situazione infortuni muscolari sia responsabilità dello staff medico o un limite della profondità della rosa, vedi caso Kalulu. Secondo Pioli non c’è nessuna emergenza o nessun dato superiore alla media, quindi bisogna credere a loro che hanno tutti i dati comparati delle squadre di serie A e delle stagioni precedenti. L’unica cosa che mi viene in mente è che magari le altre squadre hanno una profondità nella rosa tale da non poter rischiare, togliendo per esempio Pulisic all’intervallo per precauzione. Credo che sia questo il limite del Milan, che ancora non ha il doppione in troppi ruoli”.

Federica Zille su Pellegrino

Un giudizio sul sostegno di squadra e mister a Pellegrino durante il match di debutto

“I compagni pensavano di tranquillizzarlo, atteggiamento giustissimo. Pioli tentava di dargli una mano dal punto di vista del movimento, la scelta del tempo sull’uscita del giocatore. Garcia ha richiamato a sè più volte Politano dicendogli di puntarlo, perchè lo avevano individuato come potenziale punto debole…sia perchè era all’esordio e sia perchè è entrato in una situazione traballante per il Milan. Non è facile essere puntati continuamente. Va presa con le pinze la sua prestazione, non ci si può fermare a valutarlo per i minuti giocati col Napoli. Faccio una battuta… come si può pensare a possibili sostituti di Pioli che giocano col 3-5-2 se sei senza centrali? La vera domanda è dunque chi potrebbe prendere il suo posto ora, perchè gli obiettivi stagionali sono ancora tutti a portata e non c’è nemmeno tutta questa offerta di allenatori disponibili sul mercato”.

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Federica Zille su Antonio Conte al Milan

Antonio Conte è da Milan?

“Va bene per qualsiasi squadra in Italia, anche se per alcune cose non è esattamente in linea col DNA del Milan. Per avere uno come lui andrebbe comunque messo mano in modo pesante alla rosa per metterlo nelle condizioni di fare le cose al meglio. Leao dove lo metti in un 3-5-2? A livello di atteggiamento, credo che quando hai una società forte alle spalle la cosa importante è avere chiari gli obiettivi e una direzione precisa da seguire. In questo momento il Milan ce l’ha. Conte poi non è uno tanto da valorizzazione di giovani sconosciuti, anche questo può essere un criterio per scegliere a chi dare in mano la squadra”.

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