Zeljko Kalac: “Donnarumma non è tra i migliori al mondo. Maignan invece…”

DiDavide Giovanzana

Gen 26, 2022

L’ex gigante del Milan Zeljko Kalac, ora allenatore in terza divisione croata, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.

Ti manca l’Italia?
“Sì, ma con questa situazione non possiamo spostarci. Spero che questa maledetta pandemia finisca per poter tornare a girare. Avrei voluto fare un salto a Natale, organizzare una cena con i miei ex compagni ma non è stato possibile. La fortuna è che qui in Croazia si vive bene”.

Il ruolo del portiere è cambiato, com’è il livello attuale?
“Io questa cosa del chiedere a portieri di fare i giocatori non la capisco, ma se noi ci mettiamo i guanti ci sarà un motivo, ossia parare. Ora chiedono di avviare le azioni, come se fossero tutti Franco Baresi. Certo, bisogna adeguarsi ai tempi ed è importante che il portiere sappia usare i piedi, ma io dico che prima di tutto deve parare. Quando giocavo io c’erano Dida e Buffon più forti di tutti. Adesso ci sono 10-12 portieri che sono tutti forti uguali, non c’è tanta differenza. Non so se si sia alzato il livello”.

Qual è il migliore oggi?
“Difficile fare nomi, certamente Oblak e Neuer sono fortissimi”.

E Donnarumma invece?
“Mi spiace che abbia lasciato il Milan, è un super portiere ma in questo momento è difficile dire se sia lui il migliore in assoluto. Certamente i rossoneri con Maignan hanno trovato un ottimo sostituto, è un portiere che a me piace tantissimo”.

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Che ricordi hai della tua esperienza al Milan?
“Il mio Milan era fantastico, ma non solo come squadra ma anche come persone. Giocatori fantastici, anche uomini. Ora questa squadra mi piace molto, gioca bene e la società si è mossa bene a pescare i giocatori giusti”.

È vero che a Milanello ti rimproveravano anche i camerieri se non ti allenavi bene?
“Vero, vero (ride). Ma d’altronde è così se vai in una grande squadra. Noi dovevamo vincere sempre e comunque e la pressione era tanta. Ma posso dire che a Perugia ho avuto una buona palestra, perché dovevo lottare per non retrocedere, in più non dovevamo fare arrabbiare Gaucci, altrimenti ci mandava in ritiro. Lì mi sono forgiato il carattere, anche negli allenamenti. Venivo dall’Olanda e non ero abituato a queste cose”.

Il compagno più forte col quale hai giocato in quel Milan stellare?
“Difficile dirne uno solo, ma certamente Paolo Maldini è uno che per la carriera che ha fatto rimane un esempio per ogni calciatore giovane”.

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