Verso Torino – Milan: l’illusione protagonista e la forza dell’attesa

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Che cos’è l’illusione? L’illusione è un qualcosa di non reale che può sembrare tale. È un attimo ingannevole, una erronea credenza o falsa percezione che alle volte diverte ma in altri casi spaventa e condiziona.

L’ultima stagione, conclusasi con il trionfo tricolore del 22 maggio, è stato un continuo districarsi tra i muri di gomma della speranza di tornare a gioire e paura di perdersi un’occasione.

Lo scorso aprile non coincise con l’inizio della primavera. Sulla Milano rossonera si percepiva una fastidiosa appendice di un anacronistico autunno meneghino.

Il primo week and di aprile regalava le trasferte di Napoli e Inter a Bergamo e Torino contro la Juventus. Il Milan avrebbe messo la parola fine al turno e forse al campionato chiudendo con il Monday Night contro il Bologna in un San Siro sold out e già fremente di entusiasmo.

Ma l’illusione è far apparire un oggetto da un cilindro vuoto o far sparire una carta dal mazzo per poi ritrovarsela magicamente in tasca.

Il Napoli che vince contro l’Atalanta e l’Inter contro la Juventus è l’antipasto che precede uno sgradevole primo piatto che vede nel pareggio interno contro il Bologna il suo manifestarsi.

Ed eccoci alla domenica successiva. Lo scorso 10 aprile si vola a Torino contro i granata di Juric che viaggiano serenamente a metà classifica. L’atmosfera è un perfetto mix tra la voglia di riscatto e la paura di sperperare tutto.

Le emozioni borderline di tutto il mondo Milan trovano diritto di cittadinanza in quel luogo. Torino, sponda granata, è da sempre meta neutra, indecifrabile. Mai foriera di un sussulto, di un guizzo decisivo. Non a caso il segno X in questo match è una delle pochissime certezze della storia pallonara.

In 77 incontri, il Milan ha espugnato l’arena granata appena 18 volte. È uscito sconfitto in 23 occasioni mentre i 36 pareggi confermano la regola.

La vittoria per 0-7 del maggio 2021, sembrava avesse cambiato il corso della storia ma è stata solo illusione… appunto.

Pioli manda in campo la formazione tipo con Calabria, Kalulu, Tomori e Theo Hernandez davanti a Maignan. Tonali e Kessie a centrocampo mentre dietro Giroud il terzetto composto da Saelemaekers, Diaz e Leao. Difronte un Torino tutta grinta e corsa messo bene in campo da Juric.

Il primo tempo strizza l’occhio più alla storia che all’illusione del riscatto. Bisogna aspettare il 24’ per dare un senso all’utilità del taccuino delle occasioni. Leao resiste alla marcatura di Bremer, si accentra e dal limite dell’area allarga a destra per Calabria. Il terzino rossonero di testa prova a mettere la palla in area. L’ex Pobega respinge. Si avventa ancora Calabria sulla respinta e di sinistro lascia partire un tiro che Berisha devia in angolo allungandosi sulla sua destra.

Prima che l’arbitro Doveri decida di mandare tutti negli spogliatoi, il Toro ha una chance con Ricci che inseritosi in area sulla destra della difesa rossonera, incrocia di sinistro ma il tiro termina fuori.

Nella ripresa, non si fa in tempo a far la conta dei 22 in campo che Voivoda sta regalare ai tifosi rossoneri la possibilità di vivere in pieno la settimana pasquale di passione che sarebbe iniziata l’indomani. Riceve palla tra Calabria e Kalulu, si accentra e lascia partire un destro pronto ad infilarsi all’incrocio.

L’illusione non si discosta molto dall’allucinazione. Di giallo vestito, senza mantello e con un il numero 16 al posto della “S”, si materializza SuperMike che con il palmo della mano destra, devia la palla in angolo.

Ma è il giorno delle illusioni. Ancora i granata attori protagonisti. Belotti stoppa un pallone proveniente da un lancio di 20 metri dell’ex Rodriguez. Elude Tomori e mentre il Gallo sta per battere Maignan con il suo potente destro, il suo “chirichì” è strozzato dal rimaterializzarsi dell’ologramma di Tomori che devia in angolo.

Il Milan ci prova a non essere spettatore passivo. Prima Leao crea scompiglio sulla sinistra ma viene fermato dalla granitica difesa granata. Poi Tonali aggancia un lancio di Messias. Di destro salta Ricci e in piena area, solo davanti a Berisha prova a piazzarla di sinistro ma la palla debolmente finisce tra le braccia del portiere.

Il Milan non c’è e rischia la beffa nel finale proprio con l’ex Pellegri ma ancora Maignan salva il risultato.

L’arbitro Doveri sancisce la fine con tre fischi. Esattamente tre come le illusioni, dalle reali sembianze, che quella serata ci ha regalato:

  • Milan primo in classifica ma è un primato virtuale;
  • La vittoria dell’Inter nel recupero contro il Bologna è certezza con conseguente primato;
  • Con l’ennesimo pareggio il Milan è destinato alla caduta libera

“Scudetto? Può succedere ancora di tutto”, Pioli nel post partita. “Eh no mister, non illuderci, è finita” era il pensiero di tutti.

Luigi Pirandello, che di maschere e trasformazioni se ne intendeva, ha sempre sostenuto che noi abbiamo “la facoltà d’illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera. Da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine. Ma la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita”.

E da Torino in poi è stato così. A Milanello, dopo quel pareggio, si è costruito l’illusione del domani prendendo quella contro i granata per quella che è. Tra l’illusione e la realtà alberga il sogno e la Milano rossonera sa bene che in fondo “succede solo a chi ci crede”.

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