Venezia-Milan – L’analisi dell’avversario

Venezia-Milan

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Diciassette punti in 19 giornate, +4 sulla zona retrocessione. Con questo bottino il Venezia di Paolo Zanetti si presenta al confronto con il Milan di Pioli nella seconda giornata del nuovo anno.

Il tecnico dei veneti è riuscito ad assemblare una squadra costruita in estate anche attraverso il ricorso ad un’analisi quantitativa dei dati che ha portato in Laguna molti giocatori stranieri, sconosciuti al grande pubblico ma che si sono rivelati funzionali al progetto tecnico arancioneroverde.

Dal punto di vista tattico Zanetti ha disposto solitamente i suoi undici con un 4-3-3 che in realtà è una sorta di 4-3-2-1 fluido (con i tre riferimenti offensivi che possono mutare le posizioni e le porzioni di campo occupate) e con uno dei due attaccanti predisposto a comporre una linea a quattro a centrocampo in fase di non possesso.

Il Venezia ama costruire dal basso ma non disdegna il ricorso al lancio lungo per raggiungere i propri riferimenti più avanzati in modo diretto. In questo senso i lagunari sono una squadra equilibrata, in grado di muovere palla in funzione delle situazioni e dello sviluppo della partita.

Non a caso, al termine del girone d’andata il 50% dei gol dei gol segnati dagli uomini di Zanetti è venuto da situazioni di gioco manovrato mentre l’altra metà da situazioni diverse.

In pratica il Venezia è squadra che non punta sul controllo della partita tramite il possesso (42.5% la media) ma che prova a giocare una volta che il pallone arriva fra i piedi dei propri giocatori.

Offensivamente i veneti fanno fatica a creare (penultimi in termini di expected goals con un dato di 18.89, in linea con le 18 reti finora realizzate) e, in fase difensiva, prediligono un baricentro basso (PPDA di 14.9).

Detto questo, gli arancioneroverdi dispongono di interessanti individualità, a partire dai vari Mattia Aramu o Gianluca Busio per finire col portiere argentino Sergio Romero, uno dei migliori no.1 del campionato in corso.

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photocredits metropolitano.it

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