Una partita su 38 giornate: anche nel calcio esiste l’inflazione

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il Milan è caduto. Il Milan ha perso allo Stadio Olimpico Grande Torino. Si tratta della prima sconfitta in trasferta per i rossoneri in tutto il 2022. Anche l’ultima squadra in Europa ad aver sempre raccolto punti lontano da casa, per una volta, non c’è riuscita. Si tratta certamente di una brutta sconfitta, difficile da digerire, specialmente in una giornata in cui nessun’altra big, eccezion fatta per la Lazio, ha sbagliato. Il percorso di una squadra vincente, però, passa anche dagli insuccessi, dalle delusioni. Ogni sconfitta, poi, ha un sapore diverso e, soprattutto, un’importanza diversa.

 

Facciamo un attimo un passo indietro. Analizziamo il concetto di inflazione. Si ha inflazione nel momento in cui una moneta perde potere d’acquisto e, di conseguenza, valore. Per arrivare a questa condizione ci sono molteplici cause, una delle quali è rappresentata dall’eccessiva produzione di denaro. In parole povere si può dire che se c’è troppo di un qualcosa, quel qualcosa perde di valore. Tentiamo di traslare questo concetto al mondo dello sport. Nella stagione regolare di NBA, il principale campionato di pallacanestro al mondo, si giocano 82 partite. In MLB, la lega americana di baseball, addirittura 162. Da appassionato di sport americani posso garantire che nessuno si dispera per aver perso una partita in quei campionati, e il motivo è presto detto. Su un numero così elevato di occasioni di fare bene, quanto conta realmente una sconfitta?

 

– Leggi QUI il report da Milanello in vista del Salisburgo –

 

Terminati tutti i preamboli, arriviamo al dunque. Il Milan ha perso una partita in Serie A. Certo, c’è amarezza, ma questo errore non pregiudica la stagione dei rossoneri. Le partite in Serie A sono 38, quanto conta realmente una sconfitta? I ragazzi di Stefano Pioli, però, non sono impegnati in una sola competizione. Archiviata la trasferta di Torino è già ora di pensare alla Champions League. Ricordate il discorso fatto prima sull’inflazione? Se le partite sono 38, come nel nostro campionato, una sconfitta non ha tutto questo peso. Il discorso però cambia se pensiamo alla massima competizione continentale.

 

In 6 partite si decide tutto, o sei dentro o sei fuori, non c’è margine di errore. La sconfitta contro il Torino non compromette in alcun modo le ambizioni del Milan per questa stagione. Se, però, questo risultato negativo dovesse ripetersi mercoledì contro il Salisburgo, non ci sarebbe più modo di porre rimedio. Proprio per questo, la partita di ieri deve essere dimenticata e bisogna guardare avanti, verso una delle sfide più importanti degli ultimi anni. Ogni sconfitta è diversa, alcune valgono di più, altre di meno. Ma sapete cosa vale più di tutto? Una vittoria.

 

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Torino-Milan Giroud
Photocredits: acmilan.com

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