Torino-Milan, Pioli: “Non è il momento di fare o dire certe cose”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Alla viglia della sfida dello stadio Olimpico grande Torino contro i granata, l’allenatore del Milan Stefano Pioli a presentato il match in conferenza stampa

Penultimo appuntamento ufficiale per il Milan nella stagione 2023/2024. I rossoneri se la vedranno con il Torino di Ivan Juric. Si tratta di una partita che non mette in palio grandi premi per i rossoneri, che sono già aritmeticamente certi di conclusdere la stagione in seconda posizione. Certamente, però, l’obiettivo dei giocatori è quello di finire al meglio questa annata. Alla vigilia della sfida tra Torino e Milan, Stefano Pioli ha presentato la sfida in conferenza stampa.

Le parole di Stefano Pioli

Sulle motivazioni: “È stata una buona settimana finalmente, non vincevamo da tanto tempo. Il successo con il Cagliari e l’aritmetica certezza del secondo posto ci ha permesso di essere più sereni. Credo che la serenità ci possa aiutare a rendere al meglio domani. Mi aspetto una prestazioni di livello per le qualità che abbiamo e la voglia che dobbiamo avere di finire al meglio il campionato. Affrontiamo una squadra che in casa ha fatto benissimo, ha la miglior difesa di tutta la Serie A tra le mura amiche. Abbiamo tutte le motivazioni per fare bene”.

Sulla possibile formazione ed eventuali rotazioni: “Oggi non si è allenato Theo che ha avuto un attacco influenzale, non so se farò in tempo a recuperarlo. Ho detto alla squadra, siccome quest’anno tutti hanno dato il massimo, che se riuscirò farò giocare tutti in queste ultime due partite. Vedrò che scelte fare in questi 180 minuti. Faremo la partita che dovremo fare”.

Sulle sue ultime possibili giornate a Milanello: “Giroud e Kjaer intendi? (ride ndr). Io cerco di non pensarci. Poi come ho sempre fatto da quando sono qui al Milan incontrerò il club a fine stagione e faremo tutte le nostre valutazioni. Lì si deciderà il futuro. Fino a quel momento resto concentrato sulla squadra, poi eventualmente certe emozioni le conoscerò vivendole”.

Sull’addio di Allegri e le vicende in finale di Coppa Italia: “Difficile giudicare da lontano. Max è un grande allenatore, ha ottenuto e vinto tantissimo. Credo che per il ruolo che abbiamo sappiamo di dover gestire anche un certo tipo di aspettative e pressioni. Sono sempre esagerate le cose nel nostro ambiente: i complimenti come le critiche. Quello che ha fatto e detto Max riguarda lui, io non mi sento di commentare o giudicare. Quello che farò io? A fine campionato poi si vedrà tutto”.

Un voto sulla stagione: “No. I voti a me e alla stagione li darete voi. Ma una cosa credo sia quella più giusta: abbiamo fatto un campionato senza dubbio migliore dello scorso anno e un’Europa indubbiamente peggiore”.

Sui dirigenti, si sente protetto? “Con il club ho sempre avuto un gran rapporto, fin dall’inizio. Sarà così fino alla fine. Poi dopo, giustamente, ognuno fa quello che deve fare”.

Sul VAR a chiamata: “Non so se possa essere una soluzione. Non credo nemmeno sia semplice. Ho letto anche che forse in Inghilterra vogliono levarlo. Io onestamente sono per giocare di più, per il tempo effettivo. Avere altre interruzioni non so se sia la strada migliore”.

Sui gol fatti (95 complessivi). Ma è possibile con quasi 100 gol in una stagione che non si vinca nulla? “C’è chi ne ha fatti molto più di noi e chi soprattutto ne ha presi molti meno”.

Sulle parole di Massaro (leggile qui). Tu pensi di aver finito la carica o proseguiresti? “Credo che non ci stia il ragionamento ‘tanto vale tenere Pioli’. Vale tenere Pioli se si crede che possa fare ancora un grandissimo lavoro. Poi quello che penso io… Non è il momento di fare o dire certe cose”.

Sul rapporto con la squadra e con il futuro: “Non dovete farle a me queste domande adesso. Ho parlato con alcuni ragazzi in vista di queste due ultime partite. Ho chiaramente parlato anche con Giroud, che giustamente giocherà e dovrà giocare l’ultima partita. Domani invece non giocherà, almeno dall’inizio. Mi auguro possa arrivare a 50 gol. Il rapporto che ho creato e avuto con i giocatori, soprattutto chi è con me da 4 anni, quasi 5, è molto profondo. Va al di là di quello che abbiamo fatto. Io non posso che essere grato e felice. Io faccio questo lavoro per emozionarmi e qui mi sono emozionato con i miei giocatori. Questa è la cosa più importante, che va al di là di qualsiasi risultato, critica o gloria. Io mi sono emozionato e per questo dirò grazie a tutti i giocatori che avevo allenato”.

Su Giroud, Kjaer e la possibile mancanza di leadership: “In questo periodo, con la probabile fine dell’esperienza di Oli e Simon e con Zlatan che non è più con la squadra, o comunque ha parlato veste… Sono stati giocatori molto importanti per il rapporto che hanno avuto con me e per la mentalità e il carisma che hanno messo nel lavoro con i compagni. Ma tanti altri in questi 5 anni sono cresciuti e ora avranno il compito di prendersi più responsabilità e fare da traino”.

Su Giroud, uomo e calciatore: “Abbiamo vinto lo Scudetto dando tutti il massimo. Non è stato merito sono mio o di Oli. Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale, soprattutto nel girone di ritorno. Sono cose che nascono, io ho sempre detto che tra di noi si era creata una magia tra di noi e con i tifosi. Che Oli sia stato un giocatore e un uomo fondamentale nella crescita di questo gruppo, come Simon e come Zlatan, questo nel modo più assoluto. A tutti loro sono legatissimo per quello che mi hanno dato. E credo che anche loro abbiano ricevuto qualcosa da me. Quando i rapporti sono paritari è la cosa più bella”.

Chi ha fatto bene e chi invece può migliorare? “I nuovi giocatori hanno dato una disponibilità e hanno una qualità importante. Hanno già fatto molto bene, ma sicuramente faranno ancora di più dopo un anno di ambientamento. Si è formato un gruppo bellissimo. Poi ovviamente abbiamo avuto delle difficoltà, qualcosa che non ha funzionato, ma non per mancanza di disponibilità o professionalità. Erano difficoltà tecniche e tattiche. Per questo voglio premiare tutti in questo finale di stagione. Ma la coesione è sempre stata alla base, soprattutto nei momenti difficili”.

Sul futuro, può vincere la Champions entro tre anni il Milan: “Difficile. Io mi auguro che il Milan possa farcela, ma il livello è molto alto. Ma la Champions è una competizione strana, quest’anno ne abbiamo avuto un’ennesima prova. Il Milan deve continuare a crescere e investire con quella filosofia che ci ha permesso di tornare a essere competitivi”.

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