“Nesta lord della difesa, Pirlo maestro”: la top 11 da sogno di Toni

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

L’ex bomber, Luca Toni, stila la sua incredibile top 11: nota di merito per gli ex Milan Nesta e Pirlo, sorprende l’allenatore

Vi siete mai immaginati una squadra imbattibile, ecco la top 11 di Luca Toni è qualcosa del genere: presenti gli ex Milan, Alessandro Nesta e Andrea Pirlo. Una formazione composta da vecchi compagni e avversari, una combinazione di talento, tecnica e intelligenza calcistica. 4 gli italiani presenti, Toni oltre ai già citati Nesta e Pirlo, omaggia Buffon e Cannavaro, protagonisti della storica cavalcata al Mondiale.

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Nesta e Pirlo nella top 11

Luca Toni a Sportweek in edicola con Gazzetta ha schierato la top 11 tra ex compagni e avversari. L’attaccante ha scelto il 4-3-3. In porta Buffon; in difesa da destra a sinistra LahmCannavaro, Nesta, Roberto Carlos; mediana Modric, Pirlo e Zidane davanti MessiRonaldo (Il fenomeno) e Ribery. Come allenatore ha scelto Carlo Mazzone. Inoltre ha dato un giudizio su ogni calciatore inserito, in particolare di Nesta ha detto: “Il lord della difesa, elegante come un vestito d’alta moda. Ti anticipava e non te ne accorgevi”. Mentre su Pirlo: “Mi ricordo quando mi diceva passami la palla, ho solo un uomo che mi marca… Unico e maestro non a caso”.

Toni sugli attaccanti di Atalanta e Napoli

Verso la sfida di oggi, sempre a Gazzetta si è espresso così Toni: focus su Scamacca e Raspadori.

Toni, Scamacca e Raspadori saranno gli attaccanti azzurri anche al prossimo Europeo? 

“Credo proprio di sì, anche perché giocare in club che fanno le Coppe ti dà una statura diversa e quando vai in Nazionale senti meno la pressione. Il nostro problema non è la mancanza di buoni attaccanti, ma il trattamento diverso che ricevono rispetto agli stranieri. Ai nostri non viene data fiducia, Gianluca e Giacomo sono delle belle eccezioni. Poi ovviamente ci sono generazioni migliori di altre, ma il problema resta culturale”.

Scamacca? 

“È è il classico centravanti forte fisicamente. Credo si sia un po’ perso nei primi anni, ma ora è sulla strada giusta ed è nel posto ideale per trovare continuità. Il gioco di Gasperini però è molto dispendioso, così come gli allenamenti. Quindi Gianluca, che viene da una stagione difficile al West Ham, probabilmente sta faticando a ingranare. Ma è capitato a tutti e resta fondamentale l’aspetto mentale. Deve sentirsi “il” centravanti di questa bella Atalanta. Se stai bene di testa hai meno problemi fisici”.

Come lo ha visto in azzurro? 

“L’Ucraina è una bella squadra, che nel secondo tempo ne aveva di più. Lui forse poteva tenere meglio qualche pallone, ma se ci mettiamo a dare la colpa a Scamacca è la conferma che vogliamo troppo bene agli stranieri…”.

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