ESCLUSIVA, Avv. Cardenà: “Tonali, accordo Milan-Newcastle a rischio solo se…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

A lezione di diritto sportivo dall’Avvocato Cardenà. I rischi per il Milan sul caso Tonali e gli accordi stipulati col Newcastle: facciamo chiarezza sul caso scommesse

Per far luce sul caos che sta coinvolgendo l’intero calcio italiano, nel nostro Talk di oggi abbiamo avuto ospite l’Avvocato esperto di diritto sportivo Emiliano Cardenà dello studio La Scala. Tra Sandro Tonali, il Milan e i rapporti con il Newcastle: quali sono i rischi? Le sue dichiarazioni in esclusiva a Radio Rossonera.

CORONA: “SCOMMESSE, CIFRE ESORBITANTI! TONALI-MILAN, NON L’HA FATTO”

Rischi generali per calciatori e società

Cosa rischia un giocatore che scommette su eventi calcistici su siti illegali di gioco d’azzardo?

“Dobbiamo tenere conto di un principio generale: esiste autonomia tra l’ordinamento federale calcistico e quello statale. In questa autonomia, l’ordinamento sportivo è libero di perseguire la propria sentenza punitiva con mezzi, regole e strumenti autonomi. Ora, tenendo conto della diversità della qualifica tra cittadino ordinario e calciatore, bisogna considerare che chi scommette, a prescindere se sia calciatore o un cittadino, su siti illegali, rischia accusa di reato. Esiste una legge che persegue il gioco illecito e le scommesse clandestine. Ha istituito, nel tempo, due fattispecie di reati: frode in competizione sportiva ed esercizio sportivo di attività di gioco e scommesse. Consideriamo che, per quanto riguarda la prima è la promessa a far sì che la squadra raggiunga un risultato diverso di quello che sarebbe conseguito allo svolgimento della gara. Per la seconda fattispecie di reato, invece, la legge statale punisce chi esercita abusivamente l’organizzazione di giochi illegali e scommesse. È punito un calciatore quanto un cittadino ‘ordinario’, chiunque partecipa anche su piattaforma. Il rischio è di arresto fino a 3 mesi e un’ammenda fino a 500 euro. Comunque, la preoccupazione per un calciatore che scommette su siti illegali non è legata all’ordinamento statale ma a quello sportivo. In qualche modo quello è gestibile, le pene non sono insostenibili”.

Cosa rischia un giocatore che scommette su gare della propria squadra su siti illegali di gioco d’azzardo?

“La FIGC istituisce un codice di giustizia sportiva, che elenca una serie di infrazioni. Una riguarda il divieto di scommesse e l’obbligo di denuncia. Il primo si concentra sui tesserati appartenenti al settore professionistico e dilettantistico, giovanile. Siccome è vietato effettuare scommesse sia direttamente che indirettamente per interposta persona, il divieto verte sia su esercenti abusivi che autorizzati. Il giocatore che infrange questo divieto, purtroppo, rischia sanzioni come la squalifica non inferiori a 3 anni. Questo è ciò che rischia il calciatore, poi la sanzione è affidata a un giudice sportivo, che terrà conto della gravità del fatto. Chi incorre in queste attività ed è indagato per questo rischia di perdere parte importante della propria carriera. Poi il codice non è sempre di chiarezza cristallina”.

Cosa dovrebbe servire perché le società possano essere ritenute colpevoli?

“Il codice di giustizia sportiva tiene conto non solo di persone fisiche ma anche di società. In particolare anche i dirigenti. La società risponde dell’operato di chi la rappresenta. La responsabilità è diretta nel momento in cui si accerta che un fatto di coinvolgimento, di compartecipazione od omissione di denuncia, sussiste in capo a un dirigente. Anche la società risponde a una serie di sanzioni. Quali? Dalla penalizzazione in classifica fino alla retrocessione o l’esclusione dal campionato”.

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Il caso specifico

Questione Tonali: sono a rischio gli accordi con il Newcastle? Eventuali bonus come verrebbero gestiti? Ci sarebbe delle basi legali per la quali il Newcastle potrebbe chiedere una qualche revisione dell’accordo?

“Questo è un tema più complesso, che riguarda non esclusivamente le norme di diritto sportivo. Non è consentito il tesseramento contemporaneo con più società. Tonali è stato chiuso a titolo definitivo, dovrebbe essere stato tesserato con la federazione inglese e sarebbe lui stesso, nel momento in cui subisce una squalifica, a risponderne. Secondo me l’unico rischio che si potrebbe configurare è se il Newcastle dovesse dimostrare che il Milan fosse a conoscenza di un fatto del genere e che l’avesse omesso nella compravendita a titolo di informazione della controparte. Il rapporto col Milan oggi è risolto, e quello dei rossoneri col Newcastle è un rapporto indiretto, ma ripeto che per me l’unica forma è dimostrare la conoscenza dell’evento e di non averla impedita”.

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