Tonali – Zitti e buoni: la crescita silenziosa di Sandro

TONALI

Dopo averlo difeso pubblicamente nel momento più difficile dal suo arrivo in rossonero (radiorossonera.it/focus-prima-squadra/6597/sandrotonali) è giunto il momento di effettuare un rendiconto ulteriore sul percorso di crescita del gioiello classe 2000 ex Brescia: ecco l’analisi tecnico-tattica e numerica del centrocampista.

“Sostenere e non criticare.

Spronare e non stroncare.

Ricordare la carta d’identità e non dimenticarla.

Parliamo di un futuro titolare dell’AC Milan e della nazionale italiana, parliamo di un calciatore le cui doti sono appena state elencate e che non può essere giudicato al termine di una stagione di apprendimento, adattamento e passaggio nella dimensione rossonera, figuriamoci durante o dopo una partita no.

In tutto questo, il ragazzo sta già iniziando a performare ad alti livelli ed è stato preventivato il margine di errore per farlo crescere, margine che hanno calciatori ben più esperti, a maggior ragione un giovane fuoriclasse come lui.

Diamogli il diritto di avere vent’anni”.

Chiusi così quell’inciso sul numero 8 della formazione rossonera, scritto di pancia dopo l’espulsione contro il Benevento.

Critiche affrettate per il ragazzo, verso cui le aspettative erano altissime. Chiesi calma per poterne vedere concretamente il miglioramento.

Analizziamone il rendimento e la crescita partendo dalla cosa apparentemente più banale ma più significativa: la ricezione della sfera.

Una delle maggiori difficoltà di un calciatore che giunge in una realtà tatticamente e tecnicamente stravolta rispetto a quella fino a quel momento affrontata in carriera è proprio il posizionamento in campo, con la postura in fase di possesso, oltre che in fase passiva, che diviene così il primo elemento da valutare in quest’ottica.

Sandro è un calciatore intelligente e tecnicamente dotato, quindi è riuscito comunque a mantenere ottime percentuali di successo nella ricezione anche durante le prime fasi di adattamento, vuoi per caratteristiche dei passaggi oppure per peculiarità nel pressing avversario.

Quello che balza però all’occhio nelle partite disputate dopo Benevento dal centrocampista nativo di Lodi è l’incremento di questi numeri, che portano ad un dato costantemente superiore al 90% e spesso prossimo al 100%, toccato per tre volte nelle ultime sei.

Il lato visuale permette un facile riscontro di questi numeri nelle sue prestazioni: più sicuro di sè, performante come mai prima d’ora, propositivo in tutte le zone del campo e per nulla timoroso di tentare qualche giocata in più e volenteroso di prendersi responsabilità.

La porzione di campo che copre nel corso della gara è chiara e quasi per nulla confusa, ha chiarezza tattica e per questo riesce ad innalzare l’asticella del proprio rendimento.

Secondo dato: la distanza progressiva coperta.

Sandro percorre il doppio del campo portando la palla in verticale rispetto ad inizio stagione, con statistiche che contavano un totale di metri percorsi conducendo palla verso la porta avversaria superiore ad 80 metri soltanto in tre occasioni, mentre da gennaio questo dato si è ripetuto per lo stesso numero di volte ma nelle ultime 9 partite.

Questo testimonia l’evidente crescita di personalità e confidenza che Tonali sta acquisendo gara dopo gara, minuto dopo minuto, anche grazie al costante confronto con mister Pioli, con cui va frequentemente a confrontarsi nelle pause dei match per meglio comprendere come meglio porsi all’interno del rettangolo anche in funzione del piano gara degli avversari.

Un calciatore che sta iniziando a mostrare la sua innaturale maturità in campo in sempre più situazioni, dimostrando una capacità di apprendimento notevole e giustificando l’investimento dei rossoneri.

Il terzo dato sono i passaggi lunghi: ho sentito spesso criticare il classe 2000 perchè, arrivato con le stimmate del calciatore già molto bravo nel corto-lungo e capace di aperture o lanci di precisione millimetrica, non era ancora riuscito ad incidere da questo punto di vista. Ebbene, nel 2021 sono andati a buon fine, per ogni gara disputata, almeno i due terzi dei passaggi lunghi effettuati dal nuovo acquisto del AC Milan. In alcuni casi addirittura il 100%, a differenza della prima parte di stagione dove i dati erano inferiori.

Bene, questi tre settori dovrebbero bastare per far comprendere il potenziale di un ragazzo che, giunto in rossonero ad inizio stagione e di anni VENTI, sta dimostrando che con tempo e spazio può crescere esponenzialmente in ogni fase di gioco.

Batte i calci piazzati in modo egregio, ha un buon tiro e capacità di inserimento, un piede ottimo ed un’intelligenza tattica notevoli, propensione al sacrificio, mentalità e personalità (vedi gara contro il Napoli e confronti anche con il direttore di gara).

Oltre a questo e tanto altro, c’è anche tutta la zona bianca verso cui deve aver modo di sbagliare per crescere, e sappiamo che può farlo tantissimo.

Quindi, dato che la scorsa volta chiusi con una citazione dalla canzone Vent’anni dei Maneskin, freschi vincitori di Sanremo, questa volta chioserò attraverso la canzone “Zitti e buoni”, già disco d’oro della rockband.

Un titolo che può ben essere utilizzato come invito verso coloro che hanno prematuramente criticato (e continuano a farlo) Sandro, senza avere la pazienza di aspettare un talento tanto cristallino e che sarà il futuro del calcio italiano.

“Scusami ma ci credo tanto

Che posso fare questo salto

Anche se la strada è in salita

Per questo ora mi sto allenando

E buonasera signore e signori …”

(Maneskin, Zitti e Buoni, 2021)

photocredits acmilan.com

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