Tomori: “Ho un grande rimpianto, Pioli mi chiede…”

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Tomori racconta la grande delusione vissuta in nazionale, il Milan gli ha cambiato la vita: Pioli è stato fondamentale

Fikayo Tomori tra nazionale e Milan: la voglia di riscatto e le indicazioni di Pioli. Il difensore è ripartito dalla mancata convocazione ai Mondiali e ora si sta ritagliando sempre più spazio con l’Inghilterra. Tomori ha gli obiettivi chiari in testa, sempre ascoltando Pioli e Southgate.

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Da Pioli ai campioni in nazionale

Tomori è stato intervistato da Talksport:

Su Pioli e Southgate“La Premier League è un campionato diverso rispetto alla Serie A. Credo che però si tratti dei piccoli dettagli, da ciò che mi chiede Pioli e ciò che mi chiede Southgate. Quei piccoli dettagli che potrebbe esserci in una partita ma magari non in quella successiva. Il mio obiettivo rimane quello di migliorare e questa stagione è iniziata molto bene”.

Sul trasferimento al Milan“Andare al Milan mi ha aiutato, mi ha permesso di avere una prospettiva diversa da come la gente vede il calcio. Il campionato in Italia è diverso e lo sono anche le persone che lo seguono. Non solo, però, nel calcio, anche la mia vita è cambiata e la cultura italiana mi si addice. Di norma gli italiani sono tranquilli, ma quando si tratta di calcio diventano molto passionali. È un’esperienza diversa e ho imparato molto”.

Sui compagni di squadra“Ogni volta che torno qui cerco di ascoltare i miei compagni, di migliorare. Ci sono molti top player in squadra e per me è facile. In allenamento giochi con Harry Kane, con Wilson, con Watkins e sono giocatori che ti sfidano, ti stimolano a migliorare. Ci aiutiamo a vicenda, alla fine giochiamo tutti per la stessa squadra e abbiamo lo stesso obiettivo”.

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Sui compiti difensivi“Sono i dettagli a fare la differenza. Cosa fare con o senza la palla, la comunicazione, sono cose importanti per un difensore. Essere bravi a trovare il passaggio giusto o posizionarsi nel migliore dei modi per aiutare la squadra quando difendiamo. Sono cose che mi hanno chiesto ma in alcuni match potrebbero chiedermi cose diverse. L’allenatore mi aiuta e so che c’è spazio per me in questa squadra”.

Sugli Europei“Ovviamente sono rimasto deluso di non esser stato convocato per i Mondiali, esserci stato così vicino e poi non essere andato con i miei compagni è stato difficile. Cerco sempre di giocare e migliore al Milan e so che Southgate mi osserva, quindi devo giocare sempre ad alti livelli. Credo che quel dispiacere possa essere usato come motivazione per andare agli Europei e so che posso farlo”.

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