il 19/12/2023 alle 11:05

Ndoye: “Con Thiago Motta si lavora così! Guardavo Ronaldinho al Milan e…”

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Per tanti tifosi del Milan, Thiago Motta è il giusto futuro per la panchina rossonera: Ndoye ha spiegato il suo metodo di lavoro

Con il ciclo Pioli arrivato per tanti addetti ai lavori alla fine del suo corso, tantissimi tifosi del Milan sui social invocano il nome di Thiago Motta come allenatore per la prossima stagione. Nemico di tante battaglie quando indossava la maglia dell’Inter, Thiago Motta sta facendo una stagione incredibile con il suo Bologna, al quarto posto proprio dietro al Milan di Stefano Pioli, unica big contro la quale è uscita sconfitta in stagione (era la 1a giornata). Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’esterno offensivo Dan Ndoye ha spiegato come si lavora con l’ex centrocampista della Nazionale Italiana, oltre a parlare dei suoi idoli… rossoneri.

Per tanti tifosi del Milan, Thiago Motta è il giusto futuro per la panchina rossonera: Ndoye ha spiegato il suo metodo di lavoro

Le parole di Ndoye

Di seguito, alcuni stralci interessanti dell’intervista all’esterno del Bologna classe 2000:

NDOYE, IL BOLOGNA E THIAGO MOTTA: «La classifica è meritata e sa perché? Perché dall’inizio abbiamo giocato a calcio e voluto ricercare la nostra identità. Un’identità forte e che oggi è emersa grazie al grande lavoro che abbiamo fatto. Tutti. Perché non è facile apprendere il gioco di Thiago Motta. Ogni giocatore deve fare tutto, e certi movimenti in base a cosa fa il compagno nell’immediata precedenza. Tu sei ala? E non sei solo ala. Sei tante cose dentro la stessa partita. Sì, è un gioco di posizioni e non di ruoli, uno svolgimento in cui posso mettere dentro anche la mia qualità: Motta lo dice a me e a tutti, non inscatola nessuno. Parla molto e spiega. E’ un perfezionista, non ha paura di cercare gioco e di nessuno. Chiede e pretende, vuole che sia tutto perfetto. Great, un grande. Lo spogliatoio in tre parole è divertente, famigliare, speciale. E ci divertiamo a giocare assieme: credo che si noti».

IDOLI E HOBBY: «Da piccolo ero scatenato ma non troppo: la mia mamma Virginie, che vive qui con me a Bologna, era una maestra. Rigida. I miei idoli erano Neymar ma soprattutto Sadio Mané: perché gioca a destra e sinistra, perché inventa e fa tutto, perché può andare ad occupare qualsiasi posizione di campo facendolo bene, perché ha classe infinita. Quando ero in Svizzera, da piccolino, guardavo la Serie A come fosse la Luna: adoravo Ronaldinho con la maglia del Milan. Oggi che ci sono, beh, ho coronato un sogno. Oltre al calcio? Un po’ di playstation e tutto ciò che riguarda la Formula Uno: guardo qualifiche, sprint, gara, dopo-gara. Amo la Ferrari e mi piace da matti Charles Leclerc».

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