Tassotti: “Adli tifa Milan! Calabria sottovalutato, Leao…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato prima di Milan-Lazio, il doppio ex Mauro Tassotti ha parlato del match ma anche di Adli, Calabria e Rafael Leao

Mauro Tassotti ha giocato solamente in due squadre nella sua lunga carriera: la Lazio, squadra nella quale è cresciuto, e il Milan, squadra che gli ha dato tutte le gioie calcistiche che si potessero desiderare. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport proprio prima del big match tra le due ex squadre a San Siro, l’ex difensore rossonero ha parlato di Adli, di Leao, di Lazio e del particolare momento della sua carriera. Di seguito, i passaggi più significativi dell’intervista a Mauro Tassotti, vera e propria bandiera del Milan.

Il “Tasso” oggi

Dai tantissimi anni come vice di diversi allenatori sulla panchina del Milan al percorso con Shevchenko: cosa c’è nel futuro della carriera di Mauro Tassotti?

«Ho sciolto il contratto col Genoa. È stata un’utile esperienza, grande città, buon ambiente. Sono salito in corsa con Sheva. Non è stato facile, mi dispiace per lui, alla sua prima esperienza da allenatore in Italia… I cinque anni in Ucraina? Bellissimi, con molte soddisfazioni. Siamo arrivati ai quarti nell’Europeo. Era tutto bello, dalla città alla gente. Adesso invece è terribile, è una follia, una guerra spaventosa. Sono triste, perché là ho lasciato amici e persone perbene. Negli anni Duemila non possono succedere queste cose. Mettermi in proprio? Ma no. È andata così, è stata una conseguenza del mio lavoro. Ero nella Primavera, mi ha chiamato Carlo per sostituire Ciaschini. Sono entrato e non sono più uscito. E devo dire che mi sono trovato bene con tutti. Allegri? Non lo conoscevo. Mi sono subito sintonizzato con le sue idee, un allenatore svelto e veloce. È stato coinvolto, o si è fatto tirare dentro, in un assurdo dibattito sui “giochisti” e i “risultatisti”. Massimiliano è bravissimo, capisce il calcio, e ha una mentalità ultraoffensivista. Ragazzi, non è facile vincere con il Milan e con la Juve. Lui lo ha fatto».

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Tassotti sul Milan di Pioli: Adli, Leao e la “sindrome nerazzurra”

Yacine Adli, Rafael Leao e il problema accumulatosi nei derby: Mauro Tassotti sul Milan di Stefano Pioli.

«Sono anni che il Milan gioca bene. Pioli mi piace molto, la squadra è piacevole e brillante, fa le cose più belle e interessanti. È in crescita, in fase di trasformazione, ha preso ragazzi di qualità. Adli una sorpresa? No. Ho letto le sue dichiarazioni d’amore. Deve essere molto milanista. Queste cose piacciono a tutti, alla società, ai compagni, alla gente. Eh, non è facile parlare così quando non giochi. Ha personalità, è un bravo ragazzo. Tutti insieme aumenteranno anche il loro profilo internazionale. Leao è un campione, anche se il linguaggio del corpo, quei movimenti indolenti, a volte può irritare. È un giocatore solare, bellissimo. Non ha paura di sbagliare, non ha il braccino corto come il Milan quando incontra l’Inter. Hanno perso molti derby e ora hanno l’ansia da prestazione. Sono colpiti da sindrome nerazzurra. Ma solo con l’Inter. Con le altre grandi non ci pensano».

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Milan-Lazio e l’erede di Tassotti

«Penso che le due squadre divertiranno. La Lazio si riprenderà. I tifosi dovrebbero essere contenti: hanno una squadra che fa la Champions con eccellenti giocatori. L’erede di Tassotti? Non facciamo paragoni. Io posso dire che Di Lorenzo è il migliore di tutti. Completo, sa fare le fasi di gioco, crossa e segna. Forte, molto forte. Calabria è forte? Certo, quando sta bene si muove ad altissimi livelli. È completo, capisce il gioco, interpreta bene le posizioni. Io non capisco perché non è nel giro della Nazionale. Merita di entrare».

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