ESCLUSIVA, Longari: “Pinho, Mendes, Da Costa: dentro l’intrigo Milan-Taremi”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Nelle ultime 24 ore, una trattativa che sembrava chiusa è diventata un vero e proprio intrigo: abbiamo chiesto a Gianluigi Longari di aiutarci a fare luce su cosa è successo veramente tra Mehdi Taremi, il Milan e il Porto

Il calciomercato del Milan sembrava chiudersi con il botto ieri pomeriggio, con la trattativa per Mehdi Taremi in dirittura d’arrivo. Tra la serata di ieri però e questa mattina, diverse complicazioni hanno reso l’affare praticamente impossibile, anche se la dirigenza rossonera è ancora al lavoro per capire se si può ricucire uno strappo apparentemente troppo grande. Per districarci nell’intrigo Milan-Taremi abbiamo fatto qualche domanda a Gianluigi Longari, esperto di calciomercato della redazione di Sportitalia.

Dentro la trattativa

Sono le ore 14:30, perché Mehdi Taremi non è a Milano e perché rischia di non arrivare proprio?

“Sgomberiamo il campo da alcune cose che si sono dette negli ultimi giorni, a partire dal fatto che si siano aggiunti degli intermediari che hanno cambiato le carte in tavola. A me questo non risulta. Il Porto è un club particolare, col quale è difficile trattare i giocatore. Chiunque tratti giocatori con il Porto prima o poi sa che deve avere a che fare con Pedro Pinho, un avvocato molto vicino al presidente Pinto Da Costa. Pedro Pinho è sempre coinvolto, e da quello che so già da diverso tempo (dal mese di luglio, quando partono i primi approcci) il Milan ha affidato il file Mehdi Taremi a Jorge Mendes. Il Milan lo sapeva, non sono stati modificati accordi all’ultimo momento, stiamo parlando di una prassi che bisogna affrontare, Pedro Pinho non è subentrato all’ultimo secondo. Onestamente ero molto stupito si potesse arrivare alla chiusura di un accordo con uno stipendio così basso, 1,5 milioni di euro netti a stagione: stiamo parlando di un attaccante di livello europeo e di un giocatore in scadenza nel 2024, può ambire ad uno stipendio più alto. Io non credo che sia mai stato un accordo per questo tipo di stipendio”.

C’è qualcosa che potrebbe sbloccare la trattativa?

“E’ difficile, bisognerebbe accontentare le richieste dell’agente di Taremi che per altro non è Jorge Mendes, visto che Jorge Mendes è come abbiamo detto l’intermediario che sta curando i rapporti tra i diretti interessati. Il problema è sormontabile nel momento in cui il Milan accontenta le richieste, ma non so quanto questo Milan sia disposto a farlo. Credo sia difficile, non impossibile ricucire i rapporti: bisogna aggiustare il tiro sulle richieste di giocatore, agenti e intermediario”.

Il Milan si guarda intorno 

“Si guarderebbe intorno. Di base sa di avere le spalle coperte da Colombo, ma come sempre accade nel calciomercato appena si capisce che c’è una potenziale esigenza di una società a poco dalla fine tutti gli intermediari importanti si muovono per cercare di andare a coprire quest’esigenza. Ramadani potrebbe proporre di nuovo Jovic, altri intermediari potrebbero proporre altri nomi: non si può escludere che il Milan non compri un attaccante. In questo momento, non c’è una pista in chiusura al posto di Taremi. Anche perché la trattativa Taremi non è ancora tramontata”.

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