“UEFA e FIFA, mai umiltà! Devo confessare”: Superlega, Zazzaroni tuona

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Zazzaroni si espone contro gli organi UEFA e FIFA sul tema Superlega: i segnali, le scelte e il parere personale

Sulle colonne del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni ha scritto del tema di questi giorni: la Superlega, la sentenza della corte UE e lo scontro politico con UEFA e FIFA. Di seguito, alcuni passaggi del suo editoriale in cui si concede qualche sua (forte) opinione.

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Botto di Natale

“Ci sono voluti più di due anni per arrivare al pronunciamento della Corte di Giustizia che ha certificato l’abuso di posizione dominante di Uefa e Fifa e sdoganato competizioni parallele a quelle organizzate in particolare dalla confederazione continentale. La svolta è epocale, ancorché in linea con le norme europee. Volete sapere come ha reagito Ceferin, il dittatore dello Stato poco libero di Bananas? È andato subito allo scontro con l’arroganza di sempre facendosi aiutare da Nasser, numero uno del Psg e dell’Eca, e Javier Tebas, presidente della discutibilissima Liga spagnola. «O siete con noi» ha minacciato l’avvocato sloveno, «o siete fuori dal sistema. Non si può giocare la Superlega e fare anche i campionati nazionali».

Il botto di Natale fa crollare un sistema corporativo, settario, che ha prodotto tossine fuori e dentro il sistema e che da tempo anche noi combattiamo. In che modo? Segnalando puntualmente la prepotenza dei soliti noti, Infantino & Ceferin, nonostante tutte le sconfitte che hanno registrato e continuano a subire. Mai un segnale di umiltà, mai una presa di coscienza da parte loro, o di interesse nei confronti delle esigenze degli altri, i veri attori. Per anni sono andati avanti imperterriti. Ricordo i casi più recenti: lo spostamento delle date della coppa d’Africa voluto da Infantino per accontentare lo sponsor cinese, ad esempio. Oppure le imbarazzanti risposte alle richieste di riduzione del numero di partite: Fifa e Uefa hanno continuato a organizzare tornei su tornei, aggiungendo impegni, devastando i calendari”.

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La “confessione”

“Per non parlare dell’ultimo caso, quello del nuovo regolamento degli agenti. Nessun interesse per le necessità di un settore in profonda crisi di talenti e dirigenziale. Gli sforzi sono stati indirizzati al commerciale e al mantenimento della poltrona.  Confesso che da Ceferin e Infantino avrei preferito una reazione più equilibrata, ma sono un sognatore. Quale? La promessa dell’introduzione delle riforme di cui il calcio ha assoluta necessità e che sinora hanno soltanto raccolto il disinteresse di chi ha – pardòn, aveva – il potere assoluto. PS. Da ieri pomeriggio, su “invito” degli uefamen, decine di club stanno comunicando che non lasceranno il governo del calcio europeo e l’Eca. Quando il denaro busserà, le porte si spalancheranno… Dio regna nei cieli, il denaro sulla terra”.

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