Sindaco San Donato: “Uragano stadio: Milan più ottimista di noi”

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Il Milan spinge forte per costruire il nuovo stadio a San Donato: il sindaco tra il sì e il no, il comune di Milano e Cardinale

Prosegue la telenovela per il nuovo stadio del Milan, la società è convinta di volerlo costruire a San Donato: il Sindaco Francesco Squeri fotografa la situazione allo stato attuale. In un’intervista per 7gold emergono tempistiche, fattibilità e posizioni delle parti in causa. Cardinale spinge per accelerare i tempi, il sindaco frena.

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A che punto siamo con il progetto per il nuovo stadio del Milan a San Donato Milanese?
“Il Milan ci ha presentato una proposta di variante circa due settimane fa, adesso i nostri tecnici insieme ai consulenti approfondiranno lo studio di questo progetto e più avanti si vedrà quali saranno le ricadute positive o negative sul territorio. Non siamo gli unici protagonisti, perché dopo aver studiato il progetto si andrà a un accordo di programma con Regione Lombardia,  Città Metropolitana, Comune di Milano, Ente Parco Sud Agricolo, Autostrade e Ferrovie. Dopo questo lungo percorso che penso durerà circa due anni, si potranno tirare le somme e vedere se il progetto si potrà realizzare o meno”.

Che cosa ha pensato la prima volta che ha ricevuto una telefonata dal Milan che le prospettava questa idea?
“Quasi non ci credevo. Io lo chiamo ‘uragano stadio’ perché ci sono cose positive e altre negative, che dobbiamo approfondire e studiare, soprattutto per quanto riguarda la mobilità e la viabilità, aspetti molto importanti per non avere effetti troppo negativi per la cittadinanza. A San Donato si è creato il comitato ‘No stadio’, capisco le loro preoccupazioni e le rispetto, io sono il sindaco garante di tutti i cittadini, non solo di chi vuole lo stadio ma anche di chi non lo vuole, quindi questo studio porterà a un risultato che spero sia obiettivo e per il bene della città”.

Quali sarebbero i vantaggi di uno stadio a San Donato?
“L’importanza che San Donato assumerebbe,  la maggiore sicurezza, vantaggi a livello di turismo internazionale perché si creerebbe un volano importante. E poi vantaggi per i giovani che avrebbero un’opportunità in più, perché da quello che abbiamo visto il Milan vuole farne un luogo in cui non si va solo alla partita, ma frequentato tutto l’anno con piazza, ristorazione, si parla anche di un auditorium per la musica da 3000 posti. E poi indubbiamente vantaggi economici per gli oneri di costruzione ma anche perché tutti gli anni entrerebbero delle risorse che ci aiuterebbero a mantenere il livello di manutenzione della città ad un certo livello”.

Gerry Cardinale, parlando negli Stati Uniti, nominava San Donato già come la futura sede dello stadio del Milan
“L’ho ascoltato anche io. Loro sono molto più ottimisti di noi. Noi abbiamo il dovere di essere più calmi e studiare bene il progetto perché ci sono degli aspetti che vanno approfonditi, soprattutto in tema di viabilità. Capisco la società Milan che corre avanti con entusiasmo, ma noi dobbiamo essere più tranquilli”.

Si aspettava questa presa di posizione della città di Milano su San Siro, cosa che ha poi aperto alla possibilità per Milan e Inter di cercarsi una sede altrove?
“No, non me lo aspettavo, lasciarsi scappare le due squadre di Milano per Milano non sarebbe una cosa positiva. So che a livello di amministrazione si sono creati due schieramenti, quello che non voleva il progetto poi ha preso il sopravvento. Adesso l’amministrazione di Milano si trova in difficoltà, e li capisco. Però è anche vero che due società private le puoi in qualche modo convincere? No. Indirizzare? No. Perché poi alla fine chi decidono sono loro. E tutto sommato le due società hanno superato la possibilità di giocare nello stesso stadio perché è chiaro che, se dividessero lo stadio, anche i ricavi sarebbero divisi a metà. Le due società stanno facendo i conti, e dicono ‘meglio avere uno stadio di proprietà per una sola squadra’. Poi magari rimarrà in piedi San Siro e ci andrà una squadra, so che si parla di Rozzano per l’Inter quindi siamo un po’ sullo stesso piano. Però non è detto che Milano non possa ancora avere lo stadio, non sono così convinto. Per me una delle due potrebbe rimanere, ma è solo una sensazione”.

Alla fine secondo lei lo stadio del Milan a San Donato si farà?
“Non lo so, ci sono delle buone possibilità, penso sia una buona opportunità per San Donato e di questo sono convinto. Aspettiamo, lavoriamo e poi vediamo”.

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