Spalletti: “Troppo presto per lo Scudetto: il Milan è ancora dentro”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Spalletti al Corriere dello Sport: un turno difficile, pieno di big match, in cui tutto può ancora riaprirsi (Juve-Inter permettendo)

Manca un giorno solo al weekend, poco più di ventiquattro ore all’inizio della tredicesima giornata di Serie A dopo la sosta per le Nazionali. Il campionato si avvia ad ampie falcate verso una fase decisiva, delineandosi in modo distinto. Sarà prima di tutto il turno di MilanFiorentina, con il Diavolo in pienissima emergenza chiamato a riprendere quota. Poi toccherà ad Atalanta-Napoli e a JuventusInter.

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Parla Spalletti

Con il pareggio contro l’Ucraina, Luciano Spalletti ha archiviato il suo primo successo alla guida della Nazionale. Dopo aver ottenuto la qualificazione agli Europei, il CT tornerà a vedere le partite dagli spalti, osservando i talenti più importanti del nostro campionato. Intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato della decisiva sfida tra Inter e Juventus: “Troppo presto per parlare di Scudetto, non è già finita. Ci sono ancora dentro Napoli e Milan, dentro a piedi pari”. Per il tecnico Campione d’Italia, la stagione dei rossoneri è ancora da scrivere, ancora lontana da dirsi esclusa dalla lotta per il titolo. “Ho visto le qualità dei giocatori e degli allenatori che hanno. Sono top club e possono ancora vincere lo Scudetto”. I tifosi di Milan e Napoli ci sperano, in modi diversi, a partire da questo turno. Un occhio andrà anche all’Allianz Stadium, nella speranza di vedere un passo falso di una delle due (o di entrambe).

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Da cosa ripartire

Spalletti ne è sicuro, l’ambiente (sfiduciato) un po’ meno. La situazione in casa Milan è tutto fuorché rosea e l’arrivo della Fiorentina a San Siro non fa ben sperare. Vincere sabato sera è praticamente obbligatorio per sperare di guardare la classifica da un punto di vista diverso, approfittando anche del risultato di Juventus-Inter. Senza Leao e Giroud, sarà dura: serve un moto d’orgoglio, è il momento in cui i giocatori più in ombra si prendano la scena, proprio quando meno ce lo aspettiamo. Qualche precedente, in fondo, c’è: pensate a Rebic, un fantasma nella prima parte della sua prima stagione in rossonero poi divenuto insperato bomber in primavera. Pioli conta di trovare qualche risposta da Jovic e Chukwueze, che guideranno l’attacco insieme a Pulisic e che cercheranno di non dover far giocare da subito la carta Camarda. Come Spalletti, però, siamo sicuri che qualcosa si possa ancora fare per riaprire il campionato.

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