Papà Inzaghi racconta: “Simone me lo ricorda sempre! Il Milan…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Papà Inzaghi rivela il retroscena di casa: lo scudetto del Milan 2021/2022 ancora non lascia senza pensieri Simone

A Simone Inzaghi lo scudetto vinto dal Milan nella stagione 2021/2022 proprio non è andato giù, e a rivelarlo è stato addirittura il padre. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Giancarlo Inzaghi ha raccontato la nuova vita di suo figlio Simone nei panni dell’allenatore dell’Inter, tra i tanti cambiamenti rispetto al passato, le critiche e un “magone nel petto” che ormai ha quasi due anni.

Il “magone” di Simone

Di seguito, le parole del padre dell’allenatore dell’Inter e della leggenda del Milan, Giancarlo Inzaghi:

INZAGHI E L’INTER: «Simone è cambiato. È più pensieroso, concentrato sugli obiettivi del club, sempre attento a ogni aspetto che riguarda il lavoro. Prima era più scanzonato, scherzava con maggiore facilità. Naturalmente il calcio era sempre al primo posto, insieme alla famiglia, ma mi sembrava più rilassato. Adesso Simone ha imparato a convivere con le pressioni che caratterizzano le grandi squadre, ma questo significa anche occuparsi a 360 gradi di tutto quello che può servire ai giocatori. Vive con l’Inter in testa. Ci sono delle sfumature caratteriali che solo noi genitori e Pippo possiamo cogliere. Ogni giorno che passa, si sente sempre più interista: con i tifosi ha un legame fortissimo. Ed è contento di confrontarsi quotidianamente con dirigenti preparati come quelli nerazzurri: il primo pensiero è quello di far crescere la società, non solo la squadra».

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CRITICHE: «Quelle sono cose che riguardano loro. Nel periodo delle critiche io vedevo Simone indossare a volte una maschera: sarebbe stato più facile sfogarsi e ribattere, ma lui è stato zitto. Ha privilegiato il lavoro, convinto che i risultati gli avrebbero dato ragione. Ed è sempre stato educato e rispettoso di tutti, anche di chi esagerava nelle critiche. Il suo comportamento mi ha reso orgoglioso. A certe cattiverie avrei risposto io, ma lui mi dice sempre di stare buono».

IL “MAGONE” NEL PETTO: «Simone vorrebbe vincere sempre, tutto. Però le racconto questo. Dopo la finale di Champions, lui era ovviamente dispiaciuto perché l’Inter andò davvero vicina all’impresa. Ma era anche sereno perché la squadra aveva fatto tutto il possibile giocando molto bene. Però mi disse: “Gianca, ricordati che io ho sempre un magone nel petto”. E il riferimento era allo scudetto della stagione precedente. Quindi vincere il campionato regalando al club la seconda stella è sicuramente un grande obiettivo».

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