Simon Thorup Kjaer

Un salvataggio provvidenziale sulla linea all’ultimo secondo di Milan-Torino.

Un solo tempo giocato ma da leader assoluto, rimproverando e spronando chiunque quando necessario, difendendo la propria porta come se fosse la battaglia finale.

Partirei da qui per raccontare un calciatore che ha portato la formazione di mister Pioli ad una crescita esponenziale, partita dopo partita, mese dopo mese.

Nel suo nome completo è possibile scorgere una chiara assonanza col nome del dio del tuono, figlio di Odino che grazie ai propri poteri era chiamato a difendere la fortezza di Asgard da invasori e creature infime, fastidiose, mostri ed esseri di galassie sconosciute.

Il 10 gennaio 2020 il biondo sbarca sul pianeta rossonero in silenzio, con il popolo che non sarà minimamente cosciente delle doti del calciatore arrivato in prestito con diritto di riscatto dall’Atalanta, con Mattia Caldara che, con una formula simile, ha effettuato il percorso inverso, all’interno di uno pseudo-scambio per cui molti tifosi urlarono al delitto calcistico.

La prima occasione per mostrare i propri poteri è Milan-SPAL di Coppa Italia: Thor sfodera il proprio Mjolnir (il cosiddetto martello) e blinda per la prima volta la propria linea difensiva, si nutre dell’energia sprigionata e si prende di forza il posto da titolare, al fine di cercare un avversario sempre più insidioso e sfidante per il dio del tuono, che aumenta a dismisura la propria leadership dopo solo poche ore di presenza nel mondo rossonero.

20 mesi in cui ha mostrato solidità e leadership, che meritano di essere studiate per comprendere meglio l’effetto delle martellate del danese per raddrizzare una struttura difensiva claudicante a suon di performances tecniche che sfiorano l’eroico in alcuni casi ed una capacità di far rendere al meglio i propri compagni di squadra che gli gravitano intorno.

La debacle contro la Dea nell’ultimo atto del 2019 regalò definitivamente la certezza che ci fosse il disperato bisogno di calciatori di esperienza e carisma al fine di reindirizzare una stagione nata male ed innescare il processo di crescita di una squadra che spesso ha pagato l’eccessiva gioventù nella bilancia con il pur grande talento dei tesserati.

Kjær si trovava proprio in quella squadra che 5 a 0 aveva battuto il Diavolo ed era ormai sempre meno considerato, sia a parole che con i fatti, allenandosi però al massimo per potersi far trovare pronto in caso di una nuova avventura a gennaio.

Il nativo di Horsens firma per il Milan, che gli chiede di prendersi la responsabilità di guidare una difesa che di solido aveva ormai ben poco.

Arriva la svolta.

Sbarcato nell’indifferenza generale come il noto eroe asgardiano, investito della responsabilità di guidare all’obiettivo ed al cambiamento,Simon si prese in carico la difesa milanista e divenne leader insieme all’altro esperto nordico, tale Zlatan.

Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport disse:

“La mia storia parla chiaro, io sono uno che ha bisogno di fiducia: quando gli allenatori mi danno continuità io li ripago sempre”.

Dal suo arrivo, il cambio di passo: una voce che guida il gioco, richiamando il compagno quando l’attenzione viene meno, incitandolo quando invece è necessario.

Ad oggi, attraverso questo process, si è potuto riscontrare l’incremento prestazionale di tutti i calciatori del reparto sotto l’aspetto dell’attenzione e dei movimenti, mediante il lavoro quotidiano e la presenza di un eco in campo dei concetti illustrati ed elaborati sul campo di allenamento.

Questa responsabilizzazione del giocatore è riscontrabile attraverso l’analisi di due tipologie di dati, ossia quelli relativi alla ricezione della palla e la progressive distance.

La percentuale di successo dei passaggi destinati al capitano della nazionale danese è vicina al 100%.

Questo perché accade? Studiando la tipologia di passaggi ricevuti, è possibile notare come grandissima parte di essi siano passaggi a rischio “zero”, ossia palloni che gli vengono forniti in situazioni di gioco in cui lui si fa trovare smarcato e con il corpo ben orientato, sintomo di un’ottima organizzazione difensiva e capacità di creare una fluidità di movimento della linea difensiva di supporto alla manovra, con il costante apporto vocale e tecnico di Kjær, grazie al posizionamento sempre intelligente e funzionale di Simon, cui unisce una personalità notevole.

Un numero medio di passaggi completati vicino invece al 90%, calcolando però anche l’incremento dei passaggi lunghi e delle giocate a maggior rischio di errore e della possibilità di lanci lunghi in alcune fasi della partita, che non sono esattamente delle situazioni win-win ma dipendono da una pluralità di fattori.

Parliamo di uno dei centrali che percorrono più progressive distance in Serie A: un dato che rappresenta la capacità di un soggetto di condurre palla in proiezione offensiva.

Ma soprattutto è sinonimo di carisma del calciatore: chiedendo ad una pluralità di esperti del ruolo, il verdetto unanime è stato che questo tipo di numeri siano in grado di testimoniare la personalità sconfinata di un giocatore.

Kjær vince oltre il 70% dei duelli aerei in media, contando medie simili anche per scontri di gioco in cui è uscito vincitore.

Ha una media di recuperi che si aggira fra 10 e 15, ravvisabili spesso in recuperi di posizionamento ed intercettazioni, sintomo di un calciatore di grande intelligenza tattica che sa come collocarsi all’interno del rettangolo verde.

La media punti con lui in campo è di oltre 2 punti a partita.

L’effetto sui compagni di squadra è stato notevole e non riguarda solo i difensori, ma anche gli esterni offensivi ed i centrocampisti, che hanno avuto un’evoluzione nel modo di interpretare le partite dal suo arrivo, divenendo una garanzia ed accrescendo notevolmente il proprio rendimento.

Il 27 ottobre, all’annuncio del rinnovo del contratto, Simon ha detto di essere qui per vincere insieme al Milan, dichiarando di voler dare tutto se stesso e di aspettarsi compagni pronti a raggiungere trofei insieme.

Simon, i tifosi non desiderano altro che vederti gioire con una medaglia al petto, una coppa in mano e la maglia rossonera con stampato dietro il tuo numero, il 24.

24 come l’anno della nuova scadenza del tuo contratto.

Thor, è l’ora del tuono.

Leggi QUI le parole di Simon Kjaer subito dopo il rinnovo di contratto

photocredits acmilan.com

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