Criscitiello: “Il Milan non è finito! Simic, occhio a giocare col fuoco”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista crede nelle potenzialità del Milan di un Pioli a fine ciclo ma mette in guardia sulla questione giovani dopo il gol di Simic

L’altalena di emozioni della stagione del Milan continua: in una settimana, i tifosi rossoneri hanno vissuto il gol all’esordio di Jan-Carlo Simic ma anche l’eliminazione dalla Champions League e la retrocessione in Europa League. Per Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, la squadra di Stefano Pioli non va mai data per spacciata. L’allenatore, però, è ormai al capolinea della sua esperienza al Milan e per il giornalista “è giunto il momento di cambiare, ma non ora e non prima della fine della stagione, un allenatore al quale dare un voto che non può che ballare tra 7 e 9“.

“Il Milan non è finito”

Tra il voto a Stefano Pioli, le vittorie non facili su Newcastle e Monza e il gol all’esordio di Jan-Carlo Simic, Criscitiello commenta sul portale dell’emittente i temi caldi in casa Milan:

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“Dato per morto e per spacciato. Il Milan non è finito. E’ uscito dalla Champions per due immeritati 0-0 nei primi 180 minuti ma in campionato è vivo ed è dietro solo a chi ha squadre più attrezzate. I miracoli nel calcio non si fanno e una squadra con tanti giocatori nuovi ha bisogno di tempo. Pioli, comunque andrà, a giugno avrà chiuso la sua esperienza in panchina e il voto che bisogna dargli non può che ballare tra 7 e 9. E’ giunto il momento di cambiare, lo sanno tutti, ma non ora e non prima della fine della stagione. Un peccato che San Siro non canti più la canzone dedicata a Pioli, prima delle partite. Qualche risultato storto non deve cambiare strategie e iniziative di un club che ha intrapreso un percorso vincente, coraggioso e redditizio. Vincere in Inghilterra non era facile e il Milan l’ha fatto. Vincere con la sigaretta contro il Monza non era semplice e il Milan l’ha fatto. 10 giorni prima la Juventus si era arrampicata sugli specchi per espugnare la Brianza. Attenzione: al Milan serve un difensore a gennaio e due punte in estate. I giovani sono forti e crescono bene ma in alcuni ruoli non si può giocare sempre con il fuoco”.

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