“Si sta nascondendo”: il giornalista smaschera Marotta

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista smonta “un esercizio abbastanza spericolato”, quello dell’AD dell’Inter Beppe Marotta sulla favorita alla Serie A

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport nella giornata di ieri, l’AD nerazzurro Giuseppe Marotta, proprio come fece Stefano Pioli qualche settimana fa, ha parlato della Juventus come favorita alla Serie A 2023/2024. In questo momento, viste le difficoltà del Napoli, tutti i discorsi che riguardano sullo scudetto girano intorno alle tre sorelle: Milan, Inter e Juventus. In un editoriale sempre sul quotidiano rosa, il giornalista Stefano Agresti ha risposto a Marotta, smascherando quello che è stato “un esercizio abbastanza spericolato”.

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“Marotta ha caricato di responsabilità gli allenatori di Juventus e Inter”

“Li ha messi tutt’e due spalle al muro: Allegri e Inzaghi. Lo juventino con un rinvio nella metà campo avversa degno di un libero d’altri tempi; l’interista con una mossa da esperto psicologo, o forse solo da dirigente esigente. […] Marotta ha caricato di responsabilità gli allenatori di Juventus e Inter. Gli sono bastate un paio di frasi: «La Juve è la favorita per lo scudetto», la prima; «Questa è l’Inter più completa che io abbia mai costruito», la seconda. Rispondono al vero, queste affermazioni? Se ne può discutere. Prendiamo però atto che hanno centrato il loro primo obiettivo: porre Max e Simone sotto un cono di luce ancora più forte, ancora più violento di quanto già non lo fosse.

Sostiene Marotta che la Juventus è la favorita perché – rispetto alle concorrenti – non ha le coppe. Pensiamo anche noi che questo sia un grande vantaggio: ci si affatica molto meno, nella testa e nel fisico; non ci sono gli stessi rischi di infortuni; si può preparare la partita di campionato per sei giorni anziché per due o tre. La Champions dà stimoli, gloria e soldi, però toglie molto altro; Europa League e Conference, benché la concorrenza sia di livello tecnico inferiore, pesano ancora di più perché si gioca il giovedì e le trasferte sono spesso assai disagevoli. Per tutto questo all’inizio della stagione abbiamo inserito la Juventus tra le candidate più autorevoli allo scudetto. […] Poi sono accaduti episodi che hanno inevitabilmente cambiato i giudizi”.

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“Il messaggio è chiaro: riportaci lo scudetto o sono guai”

“Ritenere oggi che l’Inter abbia meno possibilità di vincere lo scudetto rispetto alla Juventus è un esercizio abbastanza spericolato, a meno che non lo si faccia con l’obiettivo di rinviare la palla in campo avverso, come dicevamo: la responsabilità è tua, caro Max, gestiscila. I nerazzurri in queste prime giornate hanno ricevuto segnali davvero confortanti da molti dei loro nuovi calciatori: da Pavard a Sommer, da Frattesi a Carlos Augusto, per non dire di Thuram. I veri dubbi riguardano l’attacco di scorta, perché Arnautovic e Sanchez sono avanti con gli anni e con gli acciacchi, ma complessivamente quello nerazzurro sembra l’organico più affidabile e meno lacunoso del campionato. Meglio del Milan, forse, che gioca un gran bel calcio ma ha alternative ai titolari inferiori rispetto ai nerazzurri; meglio del Napoli, che sta soffrendo a digerire Garcia e ora ha perso anche Osimhen, il suo campione più importante”.

“In fondo l’ha detto lo stesso Marotta nell’intervista: questa è l’Inter più completa tra le cinque che lui ha costruito. Com’è dunque possibile che la collochi alle spalle della Juventus nella corsa allo scudetto? Anche se si potrebbe discutere pure su questa affermazione del dirigente nerazzurro. Conte, ad esempio, alla sua seconda stagione aveva una squadra stellare, nella quale brillavano Lukaku e Hakimi (non a caso l’estate successiva portarono nelle casse del club quasi duecento milioni in due, un po’ dal Chelsea e un po’ dal Psg). Forse quella di oggi dispone di riserve – chiamiamole così – migliori, ma non sembra la squadra più forte dell’ultimo lustro. Anche in questo caso, però, il messaggio di Marotta è chiaro: caro Inzaghi, riportaci lo scudetto o sono guai”.

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