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Jens Petter Hauge: dal futsal a San Siro, analisi tecnica del giovane norvegese che ha stregato Maldini

Redazione | 27 Settembre 2020
hauge, milan, calciomercato

I rossoneri sono interessati all’acquisto del giovane talento: cercheremo di effettuare una breve descrizione delle caratteristiche e della storia calcistica di questo esterno norvegese che ha ammaliato la dirigenza milanista lo scorso giovedì.
Il numero 11 del Bodø/Glimt soffierà 21 candeline il 12 ottobre.
Solo il tempo sarà in grado di dirci se sarà festa a Milanello oppure nella sua Norvegia. Lui che ha fatto la trafila delle giovanili del paese scandinavo fino all’attuale under 21, giovanili in cui ha conosciuto un grande amico, un certo Erling Braut Håland, con cui ha disputato un mondiale under 20 storico per la vittoria per 12 a 0 contro Honduras, partita in cui i migliori in campo furono l’attuale bomber del Borussia Dortmund con “soltanto” 9 reti e proprio Hauge, con 4 assist ed una prestazione fantastica e che passò il secondo piano soltanto perché accanto a Jens c’era un calciatore semplicemente devastante e che aveva appena iniziato a disintegrare record.
Jens Petter è stato seguito a lungo negli ultimi mesi dal Manchester United di Ole Gunnar Solskjær, dal Leeds del Loco Marcelo Bielsa, dall’Atalanta di Gasperini e, in precedenza, anche da molte altre squadre fra cui Galatasaray ed Udinese.
Non esattamente le ultime arrivate sull’argomento giovani talenti.
Un classe ‘99 che ha già numeri piuttosto importanti, con una media di praticamente un goal ogni due partite ed una stagione, quella in corso, che lo sta vedendo su livelli decisamente alti. La prestazione di San Siro diventa così soltanto la vetrina, la punta dell’iceberg di un talento che ha ormai iniziato ad emergere anche agli occhi del calcio europeo. Gli addetti ai lavori scandinavi avevano più volte additato il numero 11 giallonero come uno dei prospetti più interessanti del panorama giovanile.
Già in doppia cifra per reti ed assist questa stagione, contro il Milan ha mostrato tutto il proprio repertorio: tecnica individuale notevole, giocate nello stretto, visione di gioco, strappi importanti, dribbling e un tiro forte e preciso. Giocatore che sa essere aggressivo, che tende a venire a prendere palla sia largo che tra le linee e con capacità di orientare il corpo già in modo intelligente rispetto alla giocata successiva, Hauge ha giocato anche a futsal fino al 2018 nel Hulløy, sviluppando abilità utili anche sul rettangolo verde (lui che è appassionato inoltre di molti sport, dalla pallamano allo sci, passando dall’atletica leggera, che ha praticato da bambino) .
Nel frattempo, le sue doti gli hanno permesso di esordire in prima squadra ( sempre al Glimt) a soli 16 anni, stupendo tutti e trovando subito spazio, consapevolezza nei propri mezzi e determinazione tale da permettergli pochi giorni dopo di segnare  la sua prima rete da professionista prima in Coppa di Norvegia nel match contro il Fløya (non accontentandosi di una rete ma facendone 3 in soli 20 minuti) e subito dopo contro lo Start in campionato, divenendo il marcatore più giovane di sempre della storia del proprio team.
Dopo una crescita costante, nelle ultime due stagioni ha dimostrato di essere pronto ad effettuare gli step decisivi per lanciarsi in un top campionato, aumentando il proprio rendimento, consolidando la propria titolarità e diventando decisivo in questa stagione con un’incisività in circa il 50% delle reti della propria squadra. Ad oggi il Glimt è primo in Eliteserie e corre verso il primo titolo dalla propria nascita, un titolo che avrebbe proprio lui come protagonista assoluto.
Personalità da vendere ed un’abilità di usare entrambi i piedi che gli ha permesso di essere determinante in quasi tre reti lo scorso giovedì: prima ha lasciato sul posto Kessié, poi ha approfittato di un errore di Bennacer per scagliare un destro violentissimo all’incrocio dei pali della porta di Donnarumma, dopodichè ha messo in porta Saltnes nei minuti finali del match con una giocata sopraffina per tempismo, lettura del gioco e lucidità nel passaggio finale, rischiando di portare i propri compagni ai tempi supplementari nella sfida di Europa League.
Un repertorio completo che ha mostrato al mondo del calcio attraverso un palco di lusso: la Scala del calcio.
In un’intervista rilasciata a TV2 nel post partita, Jens, imbeccato sulla possibilità di vestire la maglia del Milan, ha detto: “Ovviamente è un club in cui mi piacerebbe giocare, è uno dei top club mondiali, ne ho avuto un assaggio sia in città che allo stadio. Può essere il posto ideale per crescere con la fiducia dell’allenatore.”
Lui che può giocare in tutti i tre ruoli dietro la punta, con una predilezione a partire largo e venire dentro il campo ad incidere. Il principino norvegese che vuole emergere, spostando l’ombra che un altro gigante norvegese, che veste anche lui giallonero ma con gli occhi di tutto il mondo addosso, ha creato.
Questo è Jens Petter, un classe 1999 in… Hauge.
Emanuele Frigerio

Scritto da Redazione

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