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Antonio Nocerino a Radio Rossonera: "Con il Milan è stato amore a prima vista. Uno come Paolo Maldini lo terrei sempre"

Redazione | 8 Aprile 2020

ANTONIO NOCERINO A RADIO ROSSONERA – Nuovo appuntamento con i “Face to Face” di Radio Rossonera. Protagonista del giorno, l’ex centrocampista del Milan, Antonio Nocerino. Qui di seguito alcune delle sue dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni durante la nostra lunghissima chiacchierata:
Ciao Antonio. Innanzitutto come stai?
Bene, sono a casa in America
Come sta andando la tua quarantena e com’è la situazione in America?
Uguale all’Italia. Qui è tutto chiuso e ci hanno detto di stare a casa. Sfrutto questo tempo per stare con la mia famiglia. Passo le mie giornate studiando, aggiornandomi e guardando partite. Seguo le lezioni dell’associazione italiana allenatori. Cerco di sfruttare ogni minimo momento anche per crescere professionalmente. Non potendo sfruttare il campo, esercito la mia passione in altri modi“.
E nel tuo tempo libero?
Quando i figli vanno a nanna, guardo tantissime cose insieme a mia moglie come “La casa di carta”. Serie tv preferita? Ozark”. Videogiochi? No, nulla non ho tempo per giocarci; però gioco a calcio con mio figlio; lui è più forte (sorride ndr)”.
Cos’è stato il Milan per Antonio Nocerino?
Amore a prima vista! Il primo giorno che sono arrivato a Milanello è stata un’emozione indescrivibile. Ormai ho un rapporto d’amicizia consolidato nel tempo con molte persone che lavorano lì. Il Milan è stato molto importante per me professionalmente ma umanamente ancora di più“.
Puoi descriverci in poche parole le emozioni che hai provato quando hai segnato al Camp Nou?
Un sogno! Non l’avrei mai immaginato. C’era mio padre in tribuna, era la prima volta che vedeva una partita fuori dall’Italia; mia moglie mi ha poi raccontato che ha pianto dopo il mio goal. Quando ho iniziato a giocare a calcio ho realizzato il sogno di mio padre; so quanti sacrifici ha fatto e quanto mi ha sempre supportato. Tutto quello che ho fatto nel calcio l’ho fatto prima per lui e poi per me. Non dimentico che sulle spalle porto il suo cognome”.
I tifosi di tutte le squadre ti vogliono ancora un gran bene
Sono una persona onesta e sincera, non so fingere. In campo conosco i miei limiti e cerco sempre di essere all’altezza e di fare quel qualcosa in più. Bisogna rispettare le persone che fanno un sacrificio comprando un biglietto per vederti. Il mio alla fine non è un lavoro ma una passione, mi reputo un privilegiato“.
Riguardo quel coro che i tifosi del Milan ti hanno dedicato
Non me lo sarei mai aspettato. Un giocatore normale come me che arriva al Milan e ha un coro tutto suo rappresenta un onore e un privilegio. Questo fa capire il rapporto che si è creato tra me e tutti i tifosi; io mi rispecchiavo in loro e loro si rispecchiavano in me: un’alchimia naturale“.
Cosa succede al Milan di oggi? Qual è la tua idea?
Secondo me il Milan ha cercato di iniziare un processo di crescita tramite dei buoni giovani ma questi buoni giovani a mio avviso hanno bisogno di essere aiutati da giocatori esperti perché la maglia del Milan è pesante. Io ho avuto la fortuna di indossarla, ero un giocatore normale ma aiutato da grandissimi campioni. Ci vuole un mix tra giovani ed esperti; ci vogliono giocatori come Ibrahimovic che possano togliere ai giovani tutte quelle responsabilità. La battuta di Ibrahimovic su di me? Più che altro si è arrabbiata mia moglie, perché gli assist di Ibra sono solo 3. Mia moglie è semplicemente intervenuta per sottolineare il lavoro fatto da me“.
Ibrahimovic può ancora essere decisivo in questo Milan?
Sì e spero che lo possano aiutare a fare le differenza. Solo lui non è semplice, spero gli mettano accanto giocatori all’altezza che possano aiutarlo e giovani che capiscono come portare la maglia del Milan in giro per il campo“.
… *(saluto di Filippo Inzaghi durante la diretta Instagram)
A Pippo voglio un bene incredibile. Uno dei più grandi allenatori/giocatori; una persona meravigliosa. Io avevo la fortuna di sedermi sempre vicino a lui quando eravamo a tavola, mi sentivo sempre a Disneyland“.
Com’era Mister Allegri?
Era bravo. Quando è arrivato al Milan era molto giovane, adesso ha una maturità tale che gli permetterà di far bene dappertutto. Allenatore vincente che sa gestire il gruppo e leggere le partite“.
Su Paolo Maldini:
Io ho un debole per queste persone, sono icone! Spero che proprietà e giocatori capiscano di avere la fortuna di avere Paolo Maldini. Da giocatore pagherei per vedere/ascoltare Maldini ed averlo vicino. Quando ero al Milan e venne a parlarci Baresi io potevo svenire, non mi sembrava vero. Quando giocavo contro il Milan chiesi la maglia a Maldini, e io difficilmente la chiedevo, ora la custodisco come un cimelio. Io uno come Paolo Maldini lo terrei sempre!”.
Cosa sognavi da piccolo?
Arrivare in Serie A e in Nazionale, ho raggiunto i miei sogni. I sogni di oggi? Veder crescere i miei figli in salute sperando di saperli insegnare quello che mio padre ha insegnato a me. A livello di carriera spero di raggiungere quello che mi meriterò eventualmente di raggiungere“.
Se non avessi fatto il calciatore?
Non lo so onestamente. Il Piano B secondo me l’avevano i miei genitori
C’è stato un momento in cui hai realizzato che saresti diventato calciatore?
Mai. Non mi sono mai sentito un calciatore ma un’apprendista calciatore. Per me i calciatori sono altri, sono gli Inzaghi i Nesta. Sicuramente farò anche così da allenatore. Se mi fossi chiamato Nocerinho avresi avuto qualcosa in più? Può essere ma alla fine non mi interessa, preferisco essere sempre me stesso ed avere ciò che ho“.
Esistono amicizia e riconoscenza nel calcio?
Amicizia forse sì, riconoscenza no. Secondo me dipende dalle persone: la riconoscenza puoi averla dai grandi, ovvero da quei campioni che prima di tutto però sono uomini veri“.
Cosa ne pensi della situazione Lega-Aic in merito agli stipendi?
Io ho una mia idea. Penso che ognuno debba fare la propria parte ma sempre in comune accordo“.
Un nome di un giocatore meno conosciuto ma che per te era fortissimo?
Joao Pedro quando arrivò a Palermo. Era forte e si vedeva. In quel momento lì forse gli è mancata un pizzico di pazienza“.
C’è un Nocerino oggi nel Milan?
Ci sono giocatori anche più forti, non saprei“.
Ti piacerebbe un giorno tornare ed allenare il Milan?
Penso che allenare il Milan non sia facile. In questo momento della mia vita professionale non devo pensare ai mi piacerebbe, le cose me le voglio meritare e sudare. Se un giorno sarò mai all’altezza per me e per chi eventualmente lo deciderà, lo sarò. Ho ambizione e spero di arrivare il più in alto possibile“.
Puoi fare un saluto a tutti i tifosi del Milan?
Certo. Vorrei dir loro che li porto sempre nel cuore. Spero che loro e le rispettive famiglie stiano bene e spero un giorno di riabbracciarli“.
Photo Credits: Acmilan.com

Scritto da Redazione

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