Seedorf: “Theo, troppo da analizzare. Fatica e… attenzione!”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Seedorf si concede qualche critica a Theo Hernandez nel post partita di PSG-Milan. Ed Evra rincara la dose!

Direttamente dal Parco dei Principi, lì dove il Milan ha giocato una brutta partita contro il Paris Saint-Germain di Luis Enrique, Clarence Seedorf, Fabio Cannavaro e Patrice Evra hanno commentato il pre e il post per Amazon Prime Video. Dopo il match vinto 3-0 dal PSG, non sono mancate le critiche per il gioco e per gli aspetti tattici e, quindi, a Stefano Pioli. Tuttavia, anche ai singoli sono state contestate superficialità e poca attenzione. In particolare in occasione del secondo gol di Kolo Muani, quando 10/11 della squadra di Pioli si è fatta trovare impreparata.

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L’analisi di Seedorf e la critica a Theo

Il giudizio dell’ex 10 del Milan è ad ampio raggio. L’olandese parte dall’approccio alla gara fino ad arrivare al paragone tra Leao e Mbappé. Poi, però, pone l’accento sulle imprecisioni dei rossoneri, a partire da Theo Hernandez e Yunus Musah. Di seguito, le parole di Seedorf:

“A livello di mentalità è giusto che il PSG abbia spinto alla fine. Il Milan dopo 60 minuti ha lasciato a casa le speranze. Quando giochi contro queste squadre non puoi giocare allo stesso modo in cui giochi in Serie A, che non è al livello. Non puoi permettertelo. Le azioni pericolose spesso arrivano perché in tanti sono fuori posizione.

Leao? Non c’è paragone con Mbappé in questo momento. La continuità con cui il francese fa le cose da anni è sotto gli occhi di tutti, mentre Leao ha fatto buone cose ma siamo su un altro piano. Non possiamo sempre dire che è bravo, che ha fatto una bella giocata, questo giocatore può e deve fare molto di più, può determinare le partite. Deve migliorare nei movimenti senza palla. S’è messo sulle spalle un numero importante e le critiche arriveranno, ma sono giuste perché anche lui sa che può fare di più”.

Poi, focus su una ripartenza del Paris Saint-Germain, nata da un errore di posizionamento e conseguente perdita del pallone da parte di Theo Hernandez:

“C’è troppo da analizzare. Curioso vederlo in una posizione non sua, e non si capisce bene anche nel recuperare la sua posizione e quanta fatica ha fatto, non solo in questa azione ma in tante azioni. Da quella situazione di Hernandez viene fuori il calcio d’angolo (quello del gol del 2-0, ndr). Dopo poi un altro (Musah, ndr) non guarda la palla… Sono tutte piccole cose che poi…. È una questione d’atteggiamento e di attenzione”.

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Si aggiunge Evra

Successivamente, anche l’ex terzino di Juventus e Manchester United si aggrega, rincarando la dose di severità:

“A me piace Hernandez però è fuori posizione, perde la palla perché non ha l’abitudine di essere qua. E dopo l’altro che sta mettendo i parastinchi (ancora Musah), stai giocando la Champions, non un’amichevole. In campionato tu puoi fare questo errore, ma in Champions la concentrazione deve essere massimale”.

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