Il giornalista: “Scudetto, Milan in seconda fila: ecco perché due gli partono davanti”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Nuovo campionato e nuovo pronostico: il Milan può lottare per lo Scudetto? Chi parte davanti tra Inter, Juve e Napoli? Risponde Di Caro

Dopo le interviste a Cannavaro e Buffon, La Gazzetta dello Sport dedica nella pagina degli editoriali spazio al vice direttore Andrea Di Caro: il tema è sempre la prossima lotta Scudetto, con il Milan previsto ancora dietro alle favorite. Per il giornalista, infatti, Napoli e Juventus partono davanti e ne spiega il motivo.

Napoli di diritto, Juve prima rivale

Introduce così il tema:

“Come in ogni giallo che si rispetti, chi avrà davvero ‘ammazzato’ il campionato lo scopriremo solo alla fine. A noi che ci apprestiamo a viverlo insieme a milioni di tifosi italiani resta il compito sempre rischioso di lanciarci in previsioni. Dal Napoli e dal tricolore che porta sulle maglie è giusto ripartire nella griglia di partenza”.

Sugli azzurri, approfondisce:

“Dalla sua ci sono i 16 punti di vantaggio sulla seconda dello scorso anno, l’entusiasmo della piazza, la consapevolezza della squadra, l’aver mantenuto la coppia regina Osimhen-Kvara e una rosa di alto livello. Esistono però anche le incognite: la sostituzione di Spalletti, principale artefice del titolo, con Rudi Garcia, tecnico capace, flessibile, intelligente ma finora meno geniale del neo ct della Nazionale. Poi l’eredità di Kim toccata a un centrale brasiliano, Natan, tutto da scoprire. E infine le statistiche: dai tempi del Grande Torino non è mai successo a nessuna squadra (escluse Milan, Inter e Juve) di vincere due scudetti di fila”.

La prima rivale è la Juventus: 

“Senza gli impegni di Coppa in Europa potrebbe vivere la stagione della rivincita di Allegri, se il tecnico avrà al 100 per 100 la coppia Vlahovic-Chiesa, migliorerà finalmente la manovra, sfrutterà la crescita dei giovani inseriti lo scorso anno e otterrà dal mercato almeno un altro innesto importante oltre a Weah. Il ds Giuntoli finora ha inciso poco”.

Il mercato stabilisce le gerarchie

La chiave, secondo Di Caro, è proprio il mercato:

“Nessuna delle big si è davvero rinforzata, ed è parso già un successo per alcune squadre (tra cui proprio Napoli e Juve) l’aver mantenuto quasi intatta l’ossatura. Motivo per cui mettiamo in seconda fila chi ha cambiato tanto, rischiando molto”.

Per questo, Inter e Milan nella corsa Scudetto partono dietro:

“Prima l’Inter e poi il Milan. I nerazzurri, con un’anima più italiana, erano partiti bene sul mercato (il colpo Frattesi su tutti), ma il tradimento di Lukaku, la scelta di Scamacca e il dietrofront di Samardzic oggi rendono il gruppo (completato seguendo le indicazioni di Inzaghi, da Cuadrado ad Arnautovic) sulla carta meno forte di quello dello scorso anno, visti i tanti addii eccellenti. Il mercato poco esaltante delle antagoniste rende però ancora l’Inter una formazione in grado di competere per il titolo, nonostante le incognite. Servirebbero altri due colpi di mercato: in difesa (Pavard?) e in attacco.

Il Milan, quasi tutto straniero, ha stravolto mediana e reparto offensivo. Ha perso il suo giovane simbolo, Tonali, sfruttando i 70 e passa milioni della sua cessione per comprare molti buoni giocatori. Sono rimasti Maignan, Theo e Leao. Un salto di qualità potrebbe arrivare da Chukwueze e Reijnders. Dubbi però in difesa e resta l’interrogativo del centravanti, ruolo ancora affidato al vecchio Giroud. Pioli avrà da lavorare”.

Infine, conclude: 

La vera sorpresa, come lo scorso anno in cui è finita meritatamente seconda, potrebbe venire dalla Lazio. Si annuncia un campionato divertente: tante squadre presentano tridenti, ali, trequartisti. Pochi colpi di mercato in difesa e tanti soldi spesi per l’attacco. C’è voglia di aggredire. Non sono arrivati campioni celebrati, speriamo vengano utilizzati i nostri giovani. Serve un po’ di coraggio”.

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