L’indice di liquidità spacca il calcio italiano: è gelo tra FIGC e Lega!

Il Consiglio Federale che si è tenuto ieri potrebbe avere delle importanti ripercussioni sul calcio italiano. Gran parte delle società attraversano gravi problemi finanziari e l’obiettivo è quello di una sostenibilità del sistema calcio. Solo a parole. I fatti dicono altro. Il Consiglio Federale ha approvato la norma sull’indice di liquidità fissandolo a 0,5 per la Serie A. 

Cos’è l’indice di liquidità e perchè è così importante?

L’indice di liquidità è un valore che mette a rapporto attività e passività correnti e che consente di verificare la capacità di un club di far fronte agli impegni finanziari per la durata di 12 mesi. Finora quando non si raggiungeva la soglia stabilita non si poteva operare sul mercato. Adesso invece sarà fondamentale essere in regola per potersi iscrivere al campionato.

Il primo passo verso la sostenibilità è sicuramente l’equilibrio gestionale e un controllo atto alla sopravvivenza delle stesse società. Però nonostante i buoni propositi, la Lega di Serie A ha votato contro mentre la Lega di B si è astenuta. Duro il commento del Presidente FIGC Gabriele Gravina: “Non è una questione di contrapposizione. Il mio unico obiettivo è l’evoluzione del calcio italiano. Non possiamo dire cambiamo il calcio e poi fare di tutto per conservare lo ‘status quo’. Non è accettabile!“.

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Lorenzo Casini, Presidente della Lega di Serie A, da par suo ha espresso le motivazione che hanno portato al voto contrario:Permangono le perplessità sull’indice di liquidità, non per l’utilità dell’indicatore in sé, ovviamente, ma per i tempi e i modi con cui è stato reintrodotto come requisito di ammissione. Siamo a fine aprile, l’iscrizione è a fine maggio, ma l’indice fotografa la situazione al 31 marzo: ha così efficacia retroattiva e, soprattutto, obbliga eventuali squadre a immettere liquidità senza poter ricorrere al mercato e in un contesto ancora sotto gli effetti della pandemia”

Infine aggiunge: La Serie A vuole un calcio sano, anche nel rispetto delle nuove norme Uefa, ma la tempistica e le modalità non ci hanno convinto. La Lega già a febbraio, prima della mia elezione, aveva all’unanimità chiesto che l’indice non fosse reintrodotto in un momento così vicino all’iscrizione al campionato e a mercato invernale già chiuso. Certo è che per il futuro le squadre di Serie A, così come quelle delle altre leghe, debbono sapere con congruo anticipo regole e condizioni per iscriversi al campionato”.

 

 

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