“Bimbimin***a, semplice!”: scommesse, l’ex Nazionale attacca

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Angelo Di Livio ha criticato pubblicamente e in maniera dura i calciatori coinvolti in questi giorni nello scandalo scommesse

Negli ultimi giorni, lo scandalo scommesse sta facendo tremare l’intero movimento calcistico italiano. Angelo Di Livio, ex calciatore di Roma, Juventus e Fiorentina, ha parlato al sito cityrumors.it, esprimendosi in maniera molto forte proprio sui calciatori coinvolti nella vicenda legata alle scommesse.

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Di Livio sui calciatori coinvolti nel caos scommesse

“Non è che ci siano tante cose da dire, sono dei bimbi minchia, nel vero senso della parola, senza se e senza ma. E non mi frega nulla se ci rimangono male, sono dei bimbi minchia e basta. Sono deluso da questi ragazzi, da questa generazioni che c’è adesso perché è una generazione di bimbi viziati e non uso il termine bimbi a caso, perché solo i bambini possono permettersi di fare delle cose senza sapere le conseguenze perché imparano, ma loro non sono bambini, sanno bene quello che fanno e sanno altrettanto bene che se lo fanno sbagliano. È una generazione di viziati e non li capisco proprio, sanno che c’è un divieto, che esistono dei comandamenti e delle regole e devono rispettarle. Loro poi rappresentano anche un esempio per i più giovani e sono chiamati a rispettare certe regole. E che fanno? Scommettono sulle gare? Ma per favore”.

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Di Livio sulla soluzione al problema

“Non servono esperti che vigilano. Non è che uno possa controllarli e seguirli col bastone, pronto a dare loro una bastonata quando si comportano male. Ognuno di loro sa come ci si deve comportare. Conoscono le regole, sanno quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che si può e non si può fare. Devono essere in grado di gestirsi. Zaniolo e Zalewski? Credo che prenderanno una punizione, che meritano. Verranno fermati e probabilmente, non giocheranno per un po’ a causa di una squalifica, devono capire che hanno fatto un grave errore”.

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Come sta Tonali?

La Gazzetta dello Sport di questa mattina si è concentrata sulla situazione di Sandro Tonali, invischiato più che mai nel polverone scommesse alzato dall’ex fotografo Fabrizio Corona: l’ex Milan sarebbe “ludopatico da tempo“, scrive il quotidiano addirittura in prima pagina. Per questo motivo, e sicuramente anche per far sì che la pena sia di gran lunga minore a quella prevista dal Codice di Giustizia Sportiva, Sandro Tonali avrebbe deciso dopo tutto quello che è successo di farsi curare da uno specialista del caso. “Il suo pentimento“, scrive Gazzetta, “è evidente a chiunque gli sia vicino, ha capito che per qualcosa che è più simile ad una patologia che a un vizio sta mettendo a rischio la sua carriera. Una carriera che lo ha reso uno dei più forti giocatori d’Europa“. La FIGC ha già accolto positivamente la volontà del calciatore, nonostante rimanga la volontà di “dare un segnale forte, con l’obiettivo di far capire a tutti che questa pratica non può far parte del calcio di oggi“. Perciò oltre la pena, la Federcalcio ha intenzione di utilizzare i protagonisti di questa brutta vicenda come esempi da portare ad altri ragazzi affetti da ludopatia, andando per esempio nelle comunità che ospitano chi è dipendente dal gioco.

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