il 23/10/2023 alle 19:19

“Siete cogl***i! Gatti, criceti…”: scommesse, Di Canio attacca

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Di Canio attacca duramente i calciatori coinvolti nel caso scommesse: le sue dure parole nel post Milan-Juventus

In queste ultime settimane abbiamo ascoltato diversi pareri sulla vicenda scommesse che sta sconvolgendo il calcio italiano. Ieri, alla lista si  è aggiunto uno dei più critici, Paolo Di Canio, che a Sky Calcio Club ha scelto di parlare (indirettamente) ai protagonisti. Il suo, come specifica, non è un invito, piuttosto un rimprovero. Di seguito, le sue parole di ieri sera.

di canio scommesse

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La ramanzina a Fagioli e Tonali

“Siete dei cogl***i. Lo dico da fratello maggiore, anzi da papà perché sono più giovani delle mie figlie. Allora, non è un invito: gatti, cani, criceti… Ci sono miliardi di cose che uno può fare. Non è un invito naturalmente. Sarebbe meglio, paternalisticamente dire: ‘Non scommettete’. Ma, scommettete sul calcio? Devi essere vuoto, proprio stupido, perché ripeto: se hai un vizio, si comincia in una certa maniera con leggerezza. Perché la prima volta ci sarà quando ti avvicini a questo mondo. E qui non ci sono illeciti, perché altrimenti le persone pensano che abbiano manipolato le partite. Per fortuna non hanno fatto quello, però è una cosa importante da dire. Uno come Fagioli, vedremo quello che esce, ma ci sono anche delle problematiche che sono qualcosa di diverso da Tonali, che avrà sì qualche problema, però mi sembra che sia, tra virgolette, in controllo. Ci sono dei piani diversi anche per la ludopatia, parliamone perché è questo il problema. Poi si entra in depressione e ti perdi il tuo mondo”.

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Differenze (in prima persona) col passato

Per fare un paragone con i “vecchi tempi”, Di Canio esemplifica con un episodio accaduto direttamente a se stesso, quando giocava per la Juventus. In particolare, si sofferma sul “terrore“.

“Dico questa cosa velocissima. Vado alla Juve, venivo da un quartiere molto popolare che era un bel paravento. Non avevo timore di affrontare un dirigente. Un giorno, di martedì all’allenamento Morini mi disse: ‘Oggi pomeriggio devi andare in sede perché ti deve parlare il presidente Boniperti’. Io subito sul chi va là: paura! In quell’ambiente, terrore! Ma terrore davvero. Tre ore in anticamera, poi entro e mi dice: ‘Dov’eri ieri sera?’. Ero a mangiare da Mauro in questo ristorante dove andavano tutti i giocatori della Juventus ed ero rientrato alle 22.30. ‘Troppo tardi’, mi disse. Siccome ero ancora scapolo, secondo me era una cosa preventiva a prescindere.

Mi hanno tenuto tre ore coi miei pensieri: ma se mi mettono fuori rosa e non posso giocare e non posso allenarmi? Chiedevo a tutti cosa avessi fatto. Avevo il terrore. Adesso noi vediamo, che è un tempo diverso e non vogliamo fare i vecchi tromboni, ma adesso i dirigenti dicono: ‘Poverino’. Non voglio attaccare i dirigenti, perché è cambiato il tempo. Però poi non bisogna giustificare”.

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