Scaroni: “Voglio battere l’Inter, quando vedo Maldini e Furlani sorridere…”

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, è intervenuto alla Milano Football week: il derby con l’Inter, gli obiettivi, lo stadio e il rinnovo di Leao.

Sul momento: “Ieri pomeriggio non ero di grande umore, ma sono migliorato oggi in vista del derby”.

Il percorso nel Milan, tra difficoltà e gioia: “Ho vissuto il periodo travagliatissimo del Milan sportivamente e finanziario del Milan cinese… mancavano sempre quattro soldi per iscriverci al campionati, periodo difficile. E poi questa meravigliosa cavalcata che ci ha portato allo scudetto alla semifinale di Champions: dal Milan c’era da aspettarselo, io non me lo immaginavo”.

Gli obiettivi: “Sono un uomo di numeri. In budget avevamo scritto di passare il primo turno, il secondo e ora voglio battere l’Inter… mi rendo conto che non è facile, ma il calcio riserva sempre sorprese. Chi di voi avrebbe scommesso che avremmo vinto 0-4 a Napoli? Invece è successo: quando c’è una squadra unita e compatta, che ce la mette tutta, nessun obiettivo è precluso. Per questo resto fiducioso, pur dicendovi che siamo al di là delle nostre previsioni”.

Come viene vissuto il derby a Milano: “Andrò al derby allo stadio perché è un tale spettacolo meraviglioso anche per un non appassionato di calcio… È un trionfo del calcio a Milano. Spettacolo di questo tipo ci consentono di guadagnare la platea mondiale: su questo dobbiamo fare passi in avanti ciclopici e il derby europeo é un passo in avanti ciclopico”.

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Sulla qualificazione alla prossima Champions League: “Per me è terreno fondamentale per il nostro futuro. Abbiamo tanti tifosi ovunque che devono vedere il Milan in Champions: il Milan in Champions è la conditio sine qua non perché ti tifino. In Indonesia non vendiamo la Serie A, loro ci vedono in Champions League; è ingrediente fondamentale per nutrire la nostra popolarità. I nostri fan invecchiano se non facciamo bene in Champions League: già esserci e fare bene significa nutrire la nostra platea internazionale”.

Il momento difficile del Milan: “Di partite andate a male non ricordo solo quella di ieri… Si cade ma ci si rialza. Io sono sicuro che il Milan si rialzerà”.

Sul confronto tra squadra e curva a fine partita ieri sera: “Avevo già spento la Tv, ma mi viene detto che è stato un episodio di incoraggiamento e simpatia che mostra l’attaccamento dei tifosi della curva alla squadra: quando le cose vanno bene sono capaci tutti, quando vanno male… è stata una cosa positiva”.

Sul rinnovo di Leao: “Non credo che abbiamo annunciato la chiusura del rinnovo, perché è un dossier talmente complicato che richiede tutta una serie di messe a punto. Quando vado a casa Milan e vedo Furlani e Maldini sorridenti questo mi da fiducia che siamo quasi alla fine di questo processo. Per il momento siamo fiduciosi e ottimisti”.

Sulla questione stadio: “Mi consolo pensando che il nostro paese sia fatto così e non sono l’unico che si è impiantato nel fare questo tipo di costruzioni… Non immaginate che fatica si fa a spiegare le cose italiane a una proprietà straniera; non cose necessariamente negative eh… San siro è stato costruito nel 1955, quindi nel 2025, una volta compiuti 70 anni, una costruzione viene sottoposta a analisi se merita vincolo come bene storico. È un tema che complica ulteriormente un tema già difficile che ci fa un po’ girare la testa”.

Il costo dei biglietti nel nuovo stadio: “Io sono stato assediato da persone che volevano venire allo stadio invitando clienti e consulenti che mi sono chiesto: se noi avessimo un modo per riceverli trattandoli da azienda… Per loro sarebbe molto logico pagare biglietti per invitare persone. Sono cose che avvengono da decenni in Inghilterra e negli USA. Avere uno stadio che ci consente di soddisfare esigenze delle aziende e aumentare i ricavi proprio per poter tenere i posti popolari bassi. Dobbiamo avere la curva che può venire e chi è pronto a pagare che paghi”.

Su Pioli: “I risultati con lo Scudetto parlano da sé. Io sono un grande ammiratore di Pioli, Maldini e Massara perché impersonano lo stile Milan che vuol dire: noi non ci lamentiamo, non protestiamo, ci comportiamo da gentleman seguendo le regole. Noi ci comportiamo così e i nostri tifosi si comportano così. È un mondo di persone così. Pioli, Maldini, Malssara, Gazidis, Furlani sono gentleman. Gente per bene, ben educata, non c’è quel clima che vedo ogni tanto negli altri stadi e che non appartiene al nostro stile. Pioli non accampa scuse. Siamo colpiti da infortuni in modo inaspettato, come Florenzi, Kjaer, il povero Bennacer… ne abbiamo avute tante. Non lamentarsi mi sembra una prova del nostro stile”.

Pioli resta? “Ha un contratto fino al 2025. Sono decisioni tecniche che non prendo io ma a priori non vedo nessun problema”.

Su Furlani: “Ha un background di prima classe. Stiamo parlando di persone che in termini di capacità professionali hanno già dimostrato ampiamente. Il rinnovo di Leao ha dei côté finanziari negoziali che non sono semplici, bisogna chiudere dei buchi vecchi… Lui è milanista dalla punta dei capelli a quella dei piedi, ma è capace di distaccarsi e di prendere decisioni non di stomaco ma di testa”.

Cosa si aspetta dal derby? “Ce la deve fare per forza il Milan. Dobbiamo assolutamente ribaltare il risultato. Il Milan è capacissimo di farlo. Certo, soffriamo di assenze pesanti e l’Inter è fortissima, anche con giocatori che proprio adesso sono riemersi. Ma un Milan compatto può vincere”.

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