Scaroni e Gazidis: “Vogliamo aiutare il calcio italiano a crescere”

I più letti

Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Dopo l’assemblea degli azionisti volta all’approvazione del bilancio del Milan per l’esercizio 2021/2022, il presidente Paolo Scaroni e l’AD Ivan Gazidis si sono prestati ad un Q&A con i giornalisti.

A Paolo Scaroni è affidata l’introduzione del momento Q&A: “Progressi di un percorso virtuoso iniziato qualche anno fa. Sì, abbiamo una perdita a bilancio ma sono stati fatti dei passi in avanti. Il numero che piace a me è il numero dell’EBDA, positivo di 29 milioni di euro: il Milan genera cassa, poi se interviene sul mercato con acquisti importanti ha bisogno di cassa ma ora di cassa ne fa, e non ha bisogno di continui aumenti di capitale. Una prima tappa del risanamento finanziario l’abbiamo raggiunta il 30 giugno del 2022. A un certo punto dovremmo arrivare come i grandi club inglesi a registrare utili nella propria attività, siamo una società per azioni e in quanto tale dobbiamo essere sostenibili. Con Redbird facciamo riunioni praticamente tutti i giorni, è un rapporto attivissimo che non potrà portare altro che risultati positivi, grazie alla loro esperienza nel mondo dello sport e alla possibilità di stabilire alleanze transatlantiche”.

Sembra essere imminente la collaborazione con Emirates: ci saranno accordi più remunerativi e meno partner?
Risponde Ivan Gazidis: “Come sapete è da lungo tempo che abbiamo una relazione commerciale con Emirates, mi piace una relazione così dove ci si aiuta entrambi a crescere. Siamo in un periodo di rapida crescita commerciale come AC Milan e spero che saremo nella condizione di fare preso un annuncio”.

Il trend di miglioramento del bilancio e dei miglioramenti dei risultati sul campo è visibile e continuo, è nelle vostre corde l’idea di aumentare il monte ingaggi?
Risponde ancora Ivan Gazidis: “Siamo in un processo di crescita, non è una questione bianca o nera ma è un processo. Ogni anno cresceremo ancora di più e l’aumento dei ricavi significa una maggiore possibilità sul mercato, possibilità di fare le cose più in grande. I soldi verranno investiti in tutti gli aspetti del club, anche negli ingaggi e nel mercato. Tutte queste cose sono collegate. Quando i ricavi crescono è possibile investire di più”.

Sempre sul tema della crescita, si è parlato della necessità di spingere sui ricavi: le strategie del nuovo azionista punteranno sulla crescita dei ricavi con l’idea di mantenere sotto controllo i debiti? In una fase di crescita si è utilizzata la leva del debito per la fase degli investimenti.
Risponde Scaroni: “L’orientamento del nuovo azionista verte alla sostenibilità, crescendo il debito si potrà anche fare ma vogliamo avere una società sana, poco indebitata e al momento con i tassi di interesse che crescono indebitarsi aumenta i rischi di sostenibilità. Non vogliamo aver bisogno dell’azionista per continuare ad operare, la sostenibilità è la nostra stessa polare. Il debito va tenuto sotto controllo, anche il nuovo azionista la pensa così”.

Il presidente Scaroni ha detto che RedBird ha un team di 7-8 persone con la quale è sempre in colloquio, su che cosa si sono concentrati maggiormente nelle ultime settimane? Ci sono delle aree da migliorare con priorità?
Risponde Ivan Gazidis: “Redbird ha grande competenza in tutte le aree dello sport, in particolare sul commerciale e nelle relazioni coi tifosi. Anche loro però stanno imprando, e stanno capendo che il calcio è diverso dagli sport USA. Hanno esperienze con Liverpool e Tolosa, ma devono ascoltare ed imparare per un periodo ed è questo che stanno facendo adesso. Credono che ci siano molte cose che possano dare al calcio italiano, ed è una cosa che credo anche io. Le cose vanno migliorate se vogliamo crescere, l’esperienza di RedBird cambierà non solo il futuro del Milan ma del calcio italiano”.
Scaroni aggiunge: “Noi abbiamo un problema come Lega Calcio gigantesco: se i diritti tv internazionali sono un undicesimo di quelli della Premier, il flusso di denaro verso la Premier League li mette in condizioni più forti sotto questo punto di vista. Questo tema non lo risolve l’AC Milan da solo, ma l’arrivo di RedBird è un contributo prezioso”.

La ricostituzione del ministero dello sport può aiutare il calcio?
Risponde Scaroni: “Conosco Adobi, è un uomo che si è occupato molto di sport e molto di calcio. Conosce il calcio professionistico e avere un ambito del governo qualcuno che quando parla di sport ha in mente più lo sport professionistico che quello dilettantistico è una cosa molto positiva, sono due mondi molto, molto diversi. Come Serie A siamo convinti che servano delle soluzioni per ovviare ai grandi problemi del calcio italiano. Abbiamo già ottenuto la deroga sulla legge Melandri, che ci permette di vendere i diritti per 5 anni e non per 3 e vorremmo estendere queste idee anche ad altri ambiti. Avere qualcuno che ci ascolta al governo ci sembra un passo in avanti notevole”.

Sulla struttura finanziaria dell’operazione: qual è la quota di Vendor Loan?
Risponde Scaroni: “Come AC Milan non siamo stati coinvolti in nessuna operazione, è una cosa che riguarda gli azionisti.”

Tema Superlega: il vecchio format è stato abbandonato, il club è aperto ad un ingresso in un torneo futuro e diverso da quello precedente?
Risponde Paolo Scaroni: “Per noi la Superlega non è un tema all’ordine del giorno, ma restano all’ordine del giorno i problemi che derivano dallo stato del calcio, in particolare di quello italiano. Se non affrontiamo il tema dei diritti tv faremo molta fatica a competere nel calcio europeo in modo efficiente.
Ivan Gazidis: “I problemi ci sono, rimangono e forse la Superlega non era la risposta giusta. Il Milan continuerà a dialogare con la UEFA sullo stato del calcio”.

Il consolidato 21/22 mostra una perdita rilevante, e il nodo cruciale dei prossimi anni continuerà ad essere legato alla crescita dei ricavi, perché i costi di produzione e della rosa non si possono contrarre più di così. Quello che è mancato mi sembra che sia stata la voce del player trading, che non ha generato risorse tranne in qualche caso. In futuro, quando si stabilizzerà la competitività della squadra, il Milan farà player trading in uscita? Si penserà di monetizzare il valore dei cartellini dei giocatori?
Risponde Ivan Gazidis: “Inanzitutto vorrei dire che il Milan rimane uno dei più grandi marchi del calcio, e ci sono diversi livelli come ha detto il presidente che ci sono dietro la crescita commerciale: lo stadio, le prestazioni sul campo. Queste cose richiedono esperienza ed equilibrio, se si procede troppo rapidamente da un lato si perde dall’altro. La crescita dei ricavi non porta a nulla senza aumentare le prestazioni sul campo. Ci sono rischi nell’essere conservativi e rischi nell’essere troppo aggressivi: è qui che entra in gioco esperienza ed equilibrio. Questo vale anche per il player trading: credere che sia meglio tenere sempre i nostri giocatori migliori potrebbe essere paradossalmente troppo conservativo. Con il tempo l’età della rosa aumenterà, quello che si poteva pensare di ottenere dagli investimenti non avrà la sua reale contropartita. Questi problemi sono evidenti in tante società calcistiche. Dall’altra parte, se si è troppo aggressivi nell’ottenere ricavi importanti dal player trading, creando un monte ingaggi basato su queste presunzioni che poi si dimostrassero non raggiungibili vorrebbe dire essere aggressivi mettendo in pericolo l’equilibrio della società. Quello che vogliamo è una crescita in tutti gli ambiti”.

In quanti anni pensa il Milan di generare 500 milioni di ricavi commerciali?
Risponde Paolo Scaroni: “Io vedo i nostri ricavi crescere anno dopo anno. Per portare i ricavi ai 500 milioni che danno sostenibilità a lungo termine dobbiamo avere risultati sportivi decenti, trovare altri ricavi e tanta responsabilità in questo senso ce l’hanno le iniziative della Lega. Quando leggo che l’ultima della Premier ha guadgnato dalla competizione più dell’Inter mi rendo conto che il tema è importante, come calcio italiano dobbiamo essere efficienti e dovremo fare tante cose. Come AC Milan faremo la nostra parte, lo stadio ad esempio genera diritti televisivi maggiori: è un processo di cui un pezzo è in mano nostra e un pezzo è in mano alla lega. Vogliamo essere più attivi nel percorso che deve iniziare la Lega per arrivare ai quei famosi 500 milioni di ricavi senza i quali sarà difficile avere risultati eccellenti sportivi e sostenibilità economica”.

Il presidente Scaroni ha detto che prima o poi arriveremo al breakeven, l’anno scorso la stima era di un paio d’anni: l’anno prossimo sarà quello giusto?
Risponde Ivan Gazidis: “Io considero risultato importante un EBDA positivo, essere quindi andati in breakeven da un punto di vista di casse: vuol dire che salvo operazioni straordinarie non dobbiamo sempre bussare alla porta dell’azionista. Non lo prevedo per il 2022/2023, ma per quello successivo se i risultati sportivi continueranno ad essere così non so se arriveremo al pareggio ma di sicuro continueremo ad ottenere cassa”.

Questione Leao, multa da pagare allo Sporting: qual è la strategia del Milan?
Risponde Ivan Gazidis: “Non voglio aggiungere la mia voce a quella di Paolo Maldini, non serve una voce in più”.

Si è parlato dei ricavi della Lega, un club da solo non può fare tutto. Sarà essenziale cogliere l’opportunità delle nuove offerte dei fondi finanziari che si sono fatti avanti (rispetto a 2 anni fa, quando CVC non fu accolta).
Risponde Paolo Scaroni: “Il tema non è ancora andato all’ordine del giorno della Lega, magari ne parleremo nelle prossime settimane. Io sono focalizzato sul migliorare le nostre revenues nazionali e internazionali, mancano meno di 2 anni alla scadenza dell’accordo per i diritti tv vigente ora: il futuro del calcio italiano e quindi anche del Milan dipenderà da questo”.

Oltre il 5 dicembre c’è la possibilità che Gazidis rimanga?
Risponde ovviamente Ivan Gazidis: “Al Milan ora conta il progetto, e il progetto deve contare su sè stesso e non deve dipendere dai singoli individui. E’ un lavoro di squadra, di un team coeso che possa collaborare in modo efficiente. Come CEO sento la responsabilità di avere un progetto che possa funzionare in modo solido. Nel momento giusto, discuterò di tutto questo con tranquillità con RedBird e quando sarà il momento faremo un annuncio ufficiale”.

PER RECUPERARE TUTTE LE RISPOSTE DEL PRESIDENTE E DELL’AD ALLE DOMANDE DI APA MILAN CLICCA QUI

Segui la nostra pagina Facebook per sapere tutto quello che succede nel mondo Milan!

Scarica QUI la nostra app per dispositivi Android. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!
Scarica QUI la nostra app per dispositivi IOS. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!

Paolo Scaroni, Ivan Gazidis
Photocredits: acmilan.com

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultime news

Notizie correlate