il 14/01/2023 alle 16:06

San Siro, Sgarbi lancia la consultazione ed è scontro con La Russa

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Nella questione nuovo stadio di Milano continua a tenere banco il fondamentale tema dell’inserimento dal 2024 del vincolo relazionale su San Siro proposto dal sottosegretario al Ministero della Cultura Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte ha risposto al presidente del Senato e tifoso dell’Inter Ignazio La Russa. Il politico aveva sminuito i poteri del membro del governo di influire sul processo verso la realizzazione del nuovo impianto e della demolizione del vecchio e ha rilanciato con un’altra proposta. Intanto Milan e Inter rimangono in attesa. I club intendono però tutelare gli investimenti di tempo e soldi fatti negli ultimi due anni.

Vittorio Sgarbi San Siro

 

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La questione vincolo relazionale su San Siro ideato dal sottosegretario alla Cultura Sgarbi è al momento il nodo focale su cui è in stallo il processo verso le prossime fasi che dovrebbero portare all’inizio dei lavori per costruire il nuovo stadio di Milano. Il Sindaco della città meneghina Sala ha chiesto al governo di risolvere il problema internamente per poi proseguire con l’iter comunale. Su questo è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa che aveva sottolineato la non intenzione del governo di porre il vincolo su San Siro. La seconda carica dello Stato aveva aggiunto che Sgarbi non ha voce in capitolo sulla vicenda non avendo avuto le deleghe dal ministro Sangiuliano.

Vittorio Sgarbi ha risposto al Giornale Radio alle affermazioni di La Russa al Corriere della Sera. Queste le sue parole sui suoi poteri nella questione San Siro: “Semmai non ce l’ha lui (La Russa). E se ce l’ha, ha la stessa voce di Sala: un po’ stonata”. L’esperto di storia dell’arte ha aggiunto: “La Russa non solo dice le stesse cose del sindaco di Milano, ma dice anche una cosa completamente sbagliata e cioè che io non ho le deleghe. Io le ho, sono precise e riguardano arte e architettura contemporanea. Mi sono state date dal ministro Sangiuliano, che è l’unico che le può dare”. In chiusura Sgarbi ha lanciato l’idea della consultazione popolare: “Ho deciso di proporre un referendum, perché siano i cittadini di Milano a decidere se abbattere o meno San Siro”.

La confusione provocata dall’intenzione di inserire il vincolo relazionale su San Siro tirata fuori dal sottosegretario Sgarbi ha allertato i club proponenti del progetto nuovo stadio di Milano. Milan e Inter, al momento, rimangono in attesa. I delegati delle squadre per lo stadio non hanno commentato la cronaca delle dichiarazioni convinti che la questione sarà superata. Le due società hanno, infatti, da parte loro la decisione della commissione regionale per il patrimonio culturale arrivata il 13 maggio 2020. In quella data era stato escluso l’interesse e la tutela culturale del sito di San Siro attenendosi alla legislazione in vigore. Ovviamente, i due club se il vincolo dovesse rappresentare un ostacolo sono pronti a tutelarsi a livello legale per difendere i propri investimenti sul progetto.

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