“Lesa maestà? Dia risposte serie!”: Salernitana-Milan, torna il tema Leao

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Luigi Garlando punta ancora il dito verso Leao: dopo Salernitana-Milan il tema è ancora il portoghese

Il Milan, nell’ultima uscita contro la Salernitana, ha conquistato il terzo punto delle sue ultime quattro trasferte in campionato. Con l’infortunio di Fikayo Tomori, gli stop muscolari del Milan salgono a 21, poco meno della somma di reti siglate in Serie A: 31. Questa mattina, su La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando sfiora anche questi temi prima di concentrarsi su qualche singolo come (soprattutto) Rafa Leao e Theo Hernandez. Di seguito, alcuni passaggi del suo editoriale.

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L’immagine della stagione

“Niente da fare. Il Milan è questo: un’auto che prova a ripartire, ma, ogni volta, il motore tossisce e si ferma. Commettendo sempre i soliti errori: ancora rimontato nella ripresa, come a Napoli e Lecce. Maignan è stato più volte salvifico, come sempre, ma poi ha favorito il gol decisivo di Candreva, pasticciando sul suo palo. Ci sta, è umano. In quel momento, è stata scattata l’impietosa fotografia della stagione rossonera: mentre la Salernitana segnava il gol del 2-1 a un Milan sbilanciato, Tomori era sdraiato a terra infortunato e costretto a uscire.

Il rientrante Kjaer era rimasto nello spogliatoio all’intervallo. Questo è definitivamente il Milan 2023-24: una squadra ripetutamente ferita nei muscoli, in affanno anche con le piccole (Udinese), tatticamente irrisolta, incapace di difendere un vantaggio importante e di pareggiare la rabbia agonistica degli avversari”.

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“Altro che mani alle orecchie”

“Il Milan non ha voluto la vittoria con la stessa passione, se non nel finale isterico. E, infine, le stelle che non si accendono mai. La magia non deve trasmetterla Ibracadabra dalla tribuna, ma Leao in campo, che è il più bravo di tutti e partite così deve deciderle da solo. E invece anche ieri ha trascinato per il campo la sua talentuosa indolenza. Un assist e qualche spruzzo di classe non bastano. Chiedersi cosa intenda fare dei doni esclusivi che ha ricevuto dalla natura sembra lesa maestà, ma è ora che il ragazzo cominci a dare delle risposte serie. Segnare al Sassuolo e portarsi le mani alle orecchie non basterà.

Deve mostrare continuità e voglia di soffrire per la squadra in difficoltà. E deve fare gol. Siamo a Natale e Rafa è stato raggiunto a quota 3 gol in campionato da un difensore (Tomori) e da uno che non gioca mai (Jovic). Non esiste. Discorso analogo per Theo, ieri il peggiore. Tra le poche buone notizie della notte campana, il rientro di Bennacer, punto di riferimento fondamentale che libera la corsa e la talentuosa conduzione verticale di Reijnders”.

Proprio Garlando, a più riprese ha nel recente passato criticato Leao per atteggiamenti e rendimenti. Il riferimento, dunque, è a qualche esultanza “scaccia polemiche” di Rafa.

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