Sacchi: “Pioli, modesto e intelligente: ecco perché può davvero vincere”

DiDavide Giovanzana

Mar 28, 2022

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha parlato a 360 gradi del Milan di Pioli e del grandissimo lavoro del mister.

Sacchi, cosa le piace di Pioli?
“Lo conosco da tanto tempo. Di lui mi hanno sempre convinto la modestia e l’intelligenza. E poi, ultimamente, ha dimostrato di essere cresciuto parecchio. Non sempre prima le sue due squadre avevano una identità così netta, ora sì. Il Milan è una squadra che ha uno stile, un gioco preciso. Non sempre sono coordinati, a volte si allungano troppo, questo è vero, ma l’idea c’è. Ed è un’idea positiva”.

C’è qualcosa di Sacchi in Pioli?
“La volontà di proporre un calcio moderno. Anch’io guardavo avanti, mai al passato. Pioli ha disegnato una squadra che è proiettata nel futuro: assieme all’Atalanta è la squadra più europea del nostro campionato. Di Stefano ammiro il desiderio di migliorarsi, che è sempre figlio della mancanza di presunzione. Lui si mette in discussione. Sempre, anche quando vince. Perché sa che soltanto in questo modo si può crescere.”

E poi sta facendo un capolavoro con giocatori non di prima fascia.
“Lui ha capito che viene prima il gioco e poi i giocatori. E il gioco aiuta i giocatori a migliorarsi e a non sentirsi soli. Maldini e Massara bravi a prendere giocatori funzionali alle idee di Pioli e bravo Pioli a fare di questi ragazzi un gruppo, un collettivo. Mi sembra che lui interpreti bene la missione del calcio, nato per essere uno sport offensivo e di squadra”.

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Anche la gestione dello spogliatorio sembra ad hoc. Che ne pensa?
“Non ho sentito polemiche all’interno dell’ambiente. Pioli sa farsi voler bene dai giocatori e dai dirigenti. Mi ricorda, per come dialoga con i suoi ragazzi e come li aiuta, Carletto Ancelotti. Sempre una parola d’incoraggiamento, sempre una mano sulla spalla di chi ne ha bisogno. Diciamo che guida la nave con saggezza e con intelligenza.”

Lui ha dichiarato che al Milan si sente in famiglia. Che cosa ne pensa?
“Anche per me era così. Ciò dipende dalla storia del club e dal suo stile. Cambiano le persone, ma non cambiano i valori. Pioli sta facendo un miracolo, perché a livello tecnico e a livello di esperienza il Milan è inferiore sia all’Inter, sia al Napoli, sia alla Juve. Però, grazie al fatto che sono un collettivo, i suoi sono in testa e nonostante non abbiano un calendario favorevole, possono davvero compiere l’impresa. Io vedo la mano del mister quando s’infortuna un giocatore, ne entra un altro e nessuno se ne accorge: significa che il gioco è stato interiorizzato, che tutti sanno quello che devono fare”.

Dove deve migliorare ancora Pioli?
“Se possono muovere un appunto al suo Milan, vorrei che a volte non si allungasse e non fosse confusionario. Ecco, in quel momento, quando perdono le distanze, i giocatori vagano per il campo e allora diventa difficile se non impossibile anche praticare il pressing. E’ un dettaglio sul quale Pioli starà già lavorando, perché so che si impegna giorno e notte per andare oltre i problemi. Lo ripeto: il Milan mi piace perché ha uno stile di gioco, cosa che in Italia si vede raramente”.

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