Sacchi: “Nuova proprietà? Ok, ma dirigenza da tenere! Vi spiego perché”

DiDavide Giovanzana

Apr 18, 2022

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha detto la sua sul possibile cambio di proprietà del Milan.

Sacchi, quale giudizio dà degli attuali dirigenti milanisti?
«Decisamente positivo. Hanno preso la società con un’elevata situazione debitoria, hanno saputo ridurre il deficit e, nel frattempo, hanno costruito una squadra che è tornata competitiva a livello nazionale. Bisogna fare loro i complimenti».

Quali i meriti maggiori?
«Io vedo soprattutto la questione calcistica. Paolo Maldini e Frederic Massara hanno fatto un ottimo lavoro, e Ivan Gazidis è sempre stato attento al bilancio e non ha mai permesso operazioni pericolose. Maldini e Massara hanno acquistato giocatori giovani, semi-sconosciuti, e questo lo può fare soltanto chi davvero capisce di calcio. Inoltre è aumentato il numero degli abbonamenti e la squadra sta lottando per vincere lo scudetto. Grandi risultati».

E Pioli che ha giocato un ruolo importante
«Direi determinante, perché ha dato un gioco e uno stile a un gruppo di ragazzi che nessuno immaginava potesse arrivare fino a questo punto. Mi auguro che i futuri proprietari, quando arriveranno, non abbiano soltanto tanti soldi, ma anche tante idee, e che sappiano valorizzare i loro collaboratori».

In sostanza il suo discorso è: cambia il padrone, ma non i lavoratori, giusto?
«Hanno fatto bene, non capirei una rivoluzione. Il Milan ha sempre avuto uno stile preciso, in panchina si sono seduti grandissimi allenatori, e penso ad esempio ad Carlo Ancelotti che è attualmente è uno dei più bravi al mondo, o allo stesso Fabio Capello, o a Alberto Zaccheroni, credo che il miglioramento passi dalla conferma di questo staff di uomini: Pioli, Maldini, Massara … Maldini ha dimostrato a tutti, dopo essere stato un campione sul campo, di conoscere il calcio e i calciatori».

E se poi ci saranno più possibilità economiche, allora il Milan potrà tornare ad alti livelli anche in Europa
«I soldi contano, ci mancherebbe altro. Ma le idee sono più importanti. Perché puoi avere in rosa i migliori calciatori dell’universo, ma se ti mancano il gioco e lo spirito di squadra non vai da nessuna parte. Ecco, il Milan di Pioli ha il gioco e ha lo spirito di squadra. È senz’altro una buona base di partenza. E poi si devono inserire elementi che siano funzionali al progetto tecnico e che, non mi stancherò mai dirlo, siano prima di tutto brave persone. I piedi, lo ripeto spesso, si possono aggiustare. Il cervello, no»

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