Sacchi: “I 4 problemi del Milan e la rivolta dei peones”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Arrigo Sacchi commenta l’altalena di risultati in casa Milan: i problemi sono 4 e di natura diversa, mentre Inter e Juventus volano

In un weekend dove Milan e Napoli hanno perso punti importanti e “facili” rispettivamente contro Lecce ed Empoli, il treno scudetto in Serie A viaggia sempre più su un solo binario: quello di Inter e Juventus. I nerazzurri con la vittoria sul Frosinone salgono a 31 (+8 sul Milan), con i bianconeri di Allegri subito dietro a 29. In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha parlato di “parecchi indizi in questo senso“, concentrandosi poi sulla situazione in casa Milan dove la vittoria in campionato manca da più di un mese (7 ottobre, Genoa-Milan 0-1).

“È ancora presto per dire che la lotta per lo scudetto è ristretta al duello tra Inter e Juventus, però gli indizi in questo senso sono parecchi. Quasi sempre i giochi si decidono tra marzo e aprile, quando le competizioni internazionali entrano nel vivo e possono togliere energie, ma i nerazzurri e i bianconeri, finora, hanno dimostrato una continuità di rendimento che li fa preferire agli altri rivali, spesso vittime di incomprensibili inciampi e di mancanza di attenzione”.

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I 4 problemi del Milan

Per Sacchi, il Milan in questo momento ha 4 problemi diversi: tecnici, tattici, fisici e gestionali. Come si può cambiare rotta?

“Al momento Milan e Napoli sembrano fuori dai giochi. I rossoneri sono troppo altalenanti. A una buona prestazione, come quella contro il Psg in Champions, fanno seguire una prova negativa come quella contro il Lecce. E dire che, in vantaggio per 2-0, la partita pareva in ghiacciaia, e invece la squadra di Pioli è stata in grado di far resuscitare gli avversari e di arrivare quasi a perdere (se non ci fosse stato l’intervento del Var staremmo qui a parlare di clamoroso tonfo). Il Diavolo ha qualche problema. Più di uno: di natura tecnica, di natura tattica, di natura fisica (tanti infortuni) e, probabilmente, anche di natura gestionale. La risalita deve sì partire dall’allenatore, ma prima ancora dalla società”.

“Il Napoli, chiusa la magnifica esperienza dello scudetto con Spalletti, si è infilato in un tunnel dal quale pare non riesca a uscire. La sconfitta con l’Empoli certifica il momento-no. Però è giusto anche fare i complimenti ai toscani che hanno giocato a mille all’ora per tutta la partita, così come bisogna elogiare il Lecce, che contro il Milan ha sempre creduto nella rimonta. È la rivolta dei peones, e non si offendano quelli dell’Empoli e del Lecce se li definisco con questo termine. Ogni volta che vedo una “piccola” mettere in difficoltà una “grande” sono ammirato e felice: è la dimostrazione che nel calcio, e nella vita, nulla è impossibile”.

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