Sacchi: “Milan irriconoscibile, si capiva dall’inquadratura della TV!”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Dopo la deludente prestazione dei rossoneri nella serata di ieri, Arrigo Sacchi ha scritto per La Gazzetta dello Sport il suo commento. Questa volta, comprensibilmente, l’ex allenatore è particolarmente severo con il Milan.

“La squadra di Pioli mi è parsa davvero irriconoscibile – esordisce Sacchi. Ha incassato due gol, ma potevano essere molti di più e se all’intervallo si è andati sul 2-0 lo si deve molto alla generosità dell’Inter che non ha affondato i colpi come avrebbe potuto. Difficile spiegarsi il motivo di un simile approccio a una sfida tanto attesa: troppa tensione, troppo nervosismo? Non so, per rispondere bisognerebbe essere all’interno dell’ambiente rossonero. Ciò che mi sento di sottolineare è che il Milan ha fatto male la fase difensiva e male quella offensiva: è sembrato confuso e confusionario, non ha mai tentato il pressing. Era una squadra lunga, lunghissima: a volte l’inquadratura della televisione non riusciva a mostrare il primo e l’ultimo giocatore… Come si può pensare di fare una buona prestazione se queste sono le condizioni?”.

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Poi, Sacchi si sposta su duelli ed errori: “Non c’è stato un raddoppio di marcatura, l’Inter si è mossa come ha creduto e come ha voluto, il secondo gol di Mkhitaryan è lo specchio dell’azione difensiva del Milan: come si fa a lasciar entrare un avversario in area di rigore senza opporre resistenza? E sulla rete dell’1-0 mi resta un dubbio: non penso che Calabria, per struttura fisica, sia l’uomo più adatto a marcare Dzeko. Tra i due c’è differenza di statura e di energia atletica. Mah…“.

“Il Milan – continua Sacchi – dopo che era stato davvero imbarazzante nel primo tempo, nella ripresa ha almeno provato a giocare e ha pure sfiorato il gol con Tonali che ha colpito il palo. Ma in generale non ha mai fatto vedere di poter ribaltare la sfida. Il fatto è che l’Inter, nell’uno-contro-uno, è più forte del Milan: lo è dal punto vista tecnico e sotto il profilo dell’esperienza. I rossoneri avevano una sola possibilità: giocare «di squadra», muoversi tutti e undici sia in fase di possesso sia in fase di non possesso. Questa semplice regola non è stata messa in pratica e così il Milan ha dimostrato una grave immaturità”.

Sacchi conclude così la sua analisi per la Gazzetta: “È vero che mancava Leao, è vero che si è infortunato Bennacer quasi subito, ma non sono scuse sufficienti a giustificare una simile prestazione. I rossoneri devono necessariamente puntare sul collettivo. Quando non lo fanno vanno incontro a queste delusioni. C’è la partita di ritorno, d’accordo, c’è ancora una possibilità, ma per arrivare alla finale serve un’autentica impresa. In questo momento, dopo il primo round, l’Inter ha più di un piede in finale”.

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