Sacchi: “Milan, così rischi con chiunque! Per me mancano le premesse…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Sacchi si espone sul Milan prima della sfida con la Fiorentina: tra infortuni, stranieri e svolta, la sua riflessione su rossoneri e viola

Questa sera, alle 20.45, scenderanno in campo in un San Siro stracolmo Milan e Fiorentina, attese da due settimane di sosta e per i rossoneri ricche di pressioni: Arrigo Sacchi analizza la situazione di via Aldo Rossi e Milanello. In un editoriale per La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan ha dato pregi e difetti degli avversari allenati da Vincenzo Italiano, pur soffermandosi sull’emergenza infortuni di Stefano Pioli e le difficoltà che lui stesso ha sempre sottolineato. Di seguito, la sua riflessione.

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Cosa manca al Milan?

Sacchi parte dalla Fiorentina, ma prima ancora definisce il duello di stasera come incerto. “I viola giocano bene fino alla trequarti, hanno qualche difetto negli ultimi venti metri. Però Italiano sta facendo un ottimo lavoro e ha dato un’identità e uno stile a tutto il gruppo”. Poi, si passa al Milan che, come più volte ripetuto nel corso di questa terza pausa nazionali, “Vive di alti e bassi. Fa un’ottima prestazione in Champions contro il Psg e poi s’inceppa a Lecce dopo essere stato in vantaggio di due gol e rischia addirittura di perdere. Non c’è continuità di rendimento, perché mancano la compattezza e l’aggressività necessarie per il successo”.

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Gli stranieri e la svolta senza premesse

Poi, l’ex tecnico torna a battere su un tema che gli sta a cuore: “La mia impressione è che abbiano acquistato troppi stranieri, ora è complicato far andare d’accordo tante individualità e trasformarle in un collettivo omogeneo. Gli stranieri, si sa, hanno bisogno di ambientamento, servono tempo e pazienza. Inoltre i rossoneri hanno parecchi infortunati (argomento sul quale l’allenatore e i dirigenti dovranno fare una riflessione) e in attacco saranno privi di Giroud, l’unico che la buttava dentro. Giocherà Jovic, che finora non ha incantato”.

Infine, chiude la sua tesi con una conclusione: “Mancano le premesse per una svolta, però può succedere che le cose belle accadano proprio quando uno meno se le aspetta. Il Milan, lo dico in termini generali, deve diventare una squadra e deve giocare «da squadra»: se non fa così, rischia contro qualunque avversario sia in Italia sia in Europa”.

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