Sacchi: “Milan, credi in Scamacca! Lo conosco, può fare bene perché…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

“Lo conosco bene, è un bravissimo ragazzo”: nella corsa al nuovo attaccante del Milan, Arrigo Sacchi vota per Gianluca Scamacca

Un po’ a sorpresa, uno degli estimatori più grandi di Gianluca Scamacca e di un suo possibile arrivo al Milan è l’ex leggendario allenatore rossonero Arrigo Sacchi. In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Sacchi ha analizzato cosa potrebbe dare in più all’attacco del Milan uno come Scamacca, soffermandosi sulle caratteristiche tecniche del giocatore tra punti di forza e cose ancora da migliorare. Oltre che di Scamacca, l’ex allenatore del Milan ha parlato anche dell’addio di Tonali, di Charles De Ketelaere e del nuovo, importante ruolo di Stefano Pioli nel quadro dirigenziale rossonero.

Arrigo Sacchi sul progetto Milan dopo gli addii di Maldini e Massara e sulla cessione di Sandro Tonali, rimpiazzato da Loftus-Cheek

«L’importante è che, oltre alle voci, ci siano le idee. Quelle sì che sono importanti. Credo che i dirigenti che stanno operando abbiano in testa un progetto, almeno io me lo auguro. In tal caso, è giusto lasciarli lavorare e giudicare in seguito. Mandando via Maldini e Massara che sono stati protagonisti nell’ultimo periodo, il club si è preso un bel rischio. Se mi avessero detto, due anni fa, che il Milan avrebbe vinto uno scudetto e sarebbe arrivato alla semifinale di Champions, ci avrei messo subito la firma, perché gli investimenti economici non erano stati elevatissimi. Ora vediamo che cosa riescono a costruire, stando sempre attenti ai bilanci. Per quanto riguarda Tonali, certe cifre, per una società come il Milan, sono irrinunciabili. Ma non bisogna disperare. Vedrete che punteranno sui giovani, magari non di grande nome, e cercheranno di fare come il Napoli. Non scordiamoci che il Napoli ha vinto lo scudetto dopo aver ceduto Koulibaly, Insigne, Mertens e Fabian Ruiz, cioè i quattro più famosi. Loftus-Cheek è un giocatore forte fisicamente, che fa molto movimento e nel calcio di oggi fare movimento è fondamentale. Inoltre ha già una discreta esperienza internazionale e questo può aiutare tutto il gruppo a crescere».

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Sacchi su Scamacca, tornato fortemente in orbita Milan

«Lo conosco bene, è un bravissimo ragazzo. Lui ha grandi potenzialità che, purtroppo, non sempre riesce ad esprimere. Ha un bel tiro, è potente, forte fisicamente, anche se deve imparare ancora a muoversi di più. Il pressing e la partecipazione alla manovra sono gli aspetti da migliorare. Caratterialmente deve fare un salto di qualità. Viene da una stagione così così, quindi è una scommessa. Mi auguro che capisca di essere di fronte a un’occasione importante, che non capita tutti i giorni: ci metta tutto se stesso per sfondare, giochi con la squadra e per la squadra, a tutto campo e a tutto tempo. Allora non avrà rimpianti. Giusto non svenarsi per comprare grandi giocatori? Strategia corretta. Vincere facendo i debiti, per me, significa barare. Gli americani sono molto attenti ai bilanci e io concordo con questa linea. È arrivata l’ora di far valere le idee più dei soldi, anche perché al mondo troverai sempre qualcuno più ricco di te che cerca di soffiarti un giocatore, ma se tu hai un progetto, sei già un pezzo avanti».

Su Charles De Ketelaere

«Ah, saperlo… Mi auguro di sì, alcune qualità si sono viste. L’impatto con la Serie A è sempre complicato per gli stranieri. Fece fatica uno come Platini, che era un fuoriclasse. Trovò difficoltà persino un campione affermato come Rummenigge al primo anno in Italia. Se il Milan crede in questa ragazzo è giusto che prosegua con lui, e lui deve capire che è arrivato il momento di mostrare il proprio valore».

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Arrigo Sacchi su Stefano Pioli e sul nuovo ruolo all’interno del Milan

«Ricordo che cosa disse di me Carletto Ancelotti: “Era talmente convinto di quello che ci proponeva che, alla fine, ci convincemmo tutti”. Ecco, Pioli dovrà battere sul tasto della persuasione, dovrà essere determinato, dovrà farsi seguire da tutti i suoi ragazzi. E dovrà scegliere una strada tattica e percorrerla fino in fondo, senza tentennamenti o ripensamenti com’è avvenuto a un certo punto della passata stagione. Dare una linea e muoversi compatti verso l’obiettivo: questo dev’essere il progetto. I tifosi ricordino sempre che prima dei giocatori viene il gioco. Senza un gioco anche un grande campione fatica. Il Milan ha vinto lo scudetto senza nomi altisonanti, ha divertito, ha entusiasmato e ha coinvolto la gente. Quello dev’essere il punto di riferimento. Giocare bene, avere spirito di squadra, etica del gruppo, possedere forti motivazioni: queste sono qualità imprescindibili se si vuole arrivare lontano. E Stefano Pioli, allenatore intelligente, conosce questi segreti».

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