Orrico: “Sacchi ha ragione, Inzaghi è semplice! Pioli invece…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

L’ex allenatore dell’Inter Corrado Orrico si schiera a favore di Sacchi nella diatriba con Simone Inzaghi: il paragone con Stefano Pioli viene spiegato

Negli ultimi giorni, il dibattito tra l’ex allenatore del Milan, Arrigo Sacchi, e l’Inter di Simone Inzaghi si è parecchio enfatizzato. Tuttomercatoweb ha intervistato per provare ad avere un altro parere sulla diatriba Corrado Orrico, l’ex allenatore dell’Inter che ha provato invano a contrastare il Milan di Sacchi nella stagione 1991/1992. Orrico non ha usato mezzi termini, schierandosi completamente dalla parte dell’ex collega. Di seguito, uno stralcio delle parole di Corrado Orrico (l’inventore del “Gabbione” di Livorno) sul tema del momento.

La Serie A secondo Corrado Orrico

“Sì, questo campionato mi piace. Certo, c’è qualche carenza grossolana da parte delle grandi squadre, però mi piace proprio perché c’è equilibrio. Non mi pare ci sia ancora una squadra che abbia preso il volo come ha fatto la Juventus in passato o lo stesso Napoli l’anno scorso. È questo che diverte, perché aiuta a fare previsioni che poi saranno smentite, o confermate. Chi mi diverte di più? Il Milan, perché è quella che gioca meglio a calcio. Ha uomini al posto giusto; un grandissimo portiere; un difensore di valore mondiale; un centravanti che, malgrado l’età, le palle che gli capitano le mette dentro. Gioca un bel calcio: non è che abbia sposato il Milan, intendiamoci, però l’Inter per esempio non mi convince. Ha grande valore nei suoi giocatori, però la guida tecnica ha stravaganze che non sempre hanno senso. Penso alla panchina di Lautaro a Salerno: era talmente arrabbiato che è entrato e ha fatto quattro gol. È uno che va fatto giocare sempre: sta bene, è un animale da combattimento e non è tanto soggetto a infortuni come altri. Ha un fisico nato per giocare a calcio”.

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I 4 gol di Lautaro in Salernitana-Inter e il dibattito tra Inzaghi e Sacchi

“Lautaro ha funzionato? E quindi, ha avuto ragione o ha avuto torto a non farlo giocare dall’inizio? I giocatori che caratterizzano la squadra devono stare in campo, perché hanno anche un influsso sugli altri. Però è una mia fissazione, me ne rendo conto: a me non piacciono gli allenatori buonisti, come mi pare sia Inzaghi, ma quelli che hanno attributi e che hanno un radicalismo come propria ragion d’essere. Se sto con Sacchi? Onestamente non ho seguito tantissimo questo dibattito, però penso che Sacchi abbia ragione: Inzaghi non ha ancora vinto un campionato ma ha vinto tante finali ed è una cosa difficile da spiegare. Io dico: saranno i giocatori. Quando c’è di mezzo una finale, che è molto prestigiosa, sono galvanizzati al massimo. In campionato il lavoro è un po’ diverso, mi consenta un paragone: come quello nell’endurance”.

“Serve un campionato per smentire? Sì, se lo vince sì, ma non penso lo vincerà. Anche se ha la squadra più forte, che per me è l’Inter. Però un prete di campagna come Pioli fa giocare bene e meglio la sua. Prende un colpo nel derby, sempre perché i giocatori dell’Inter sono più forti e nei grandi eventi fanno gruppo vero, esprimono il meglio. Però, appunto, Pioli cade nel derby in maniera grossolana: un altro andava in ospedale a curarsi, lui ha recuperato subito. Ecco, Pioli mi piace”.

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“Inzaghi è troppo semplice? Sì, per me è così. Io cerco di darle un po’ di colore, altrimenti sto zitto. E aggiungo che non ho secondi fini, a me Inzaghi non ha fatto nulla, anzi: anche se non lo conosco a fondo, è una persona per bene, educata. Però sono tre anni che ha la squadra migliore del campionato e non lo vince. Ha preso 16 punti dal Napoli: Spalletti aveva una squadra inferiore e ha chiuso con un vantaggio enorme. Ma qual è il senso, se non attribuendo all’allenatore una gestione troppo buonista? Alle volte, bisogna buttare all’aria qualche armadietto. Inzaghi ha espresso il meglio alla Lazio con Tare: quest’ultimo non dico facesse il pugile, ma interpretava un po’ la parte del cattivo. Quando la squadra assumeva atteggiamenti impropri lui arrivava e faceva casino: credo che al tecnico servisse questo aspetto”.

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