Sacchi: “Platini, Rumenigge…tanti esempi! Ma De Ketelaere deve capire una cosa…”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Secondo Sacchi, se il Milan crede in De Ketelaere è giusto che prosegua con lui. L’ex allenatore parla poi del mercato e degli addii che hanno caratterizzato il giugno rossonero.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport in merito a molti temi riguardanti il Milan Arrigo Sacchi ha parlato anche di Charles De Ketelaere. Tanti gli argomenti toccati dall’ex allenatore: dagli obiettivi di mercato all’addio di Maldini, Massara e Tonali. Nonostante ciò, il tecnico tocca ancora una volta l’argomento relativo alle difficoltà di De Ketelaere col Milan.

Sacchi sull’avventura di De Ketelaere col Milan

De Ketelaere si sveglierà o il Milan si pentirà dell’operazione?

“Ah, saperlo… Mi auguro di sì, alcune qualità si sono viste. L’impatto con la Serie A è sempre complicato per gli stranieri. Fece fatica uno come Platini, che era un fuoriclasse. Trovò difficoltà persino un campione affermato come Rummenigge al primo anno in Italia. Se il Milan crede in De Ketelaere è giusto che prosegua con lui, e lui deve capire che è arrivato il momento di mostrare il proprio valore».

Di certo il Milan non si svenerà per comprare giocatori.

“Strategia corretta. Vincere facendo i debiti, per me, significa barare. Gli americani sono molto attenti ai bilanci e io concordo con questa linea. È arrivata l’ora di far valere le idee più dei soldi, anche perché al mondo troverai sempre qualcuno più ricco di te che cerca di soffiarti un giocatore, ma se tu hai un progetto, sei già un pezzo avanti».

Il ruolo di Pioli

Pioli, con gli addii di Maldini e Massara, avrà sempre più potere. È un fatto positivo?

“Ricordo che cosa disse di me Carletto Ancelotti: ‘Era talmente convinto di quello che ci proponeva che, alla fine, ci convincemmo tutti’. Ecco, Pioli dovrà battere sul tasto della persuasione, dovrà essere determinato, dovrà farsi seguire da tutti i suoi ragazzi. E dovrà scegliere una strada tattica e percorrerla fino in fondo, senza tentennamenti o ripensamenti com’è avvenuto a un certo punto della passata stagione. Dare una linea e muoversi compatti verso l’obiettivo: questo dev’essere il progetto”.

Ma i tifosi si aspettano il grande colpo di mercato.

“I tifosi ricordino sempre che prima dei giocatori viene il gioco. Senza un gioco anche un grande campione fatica. Il Milan ha vinto lo scudetto senza nomi altisonanti, ha divertito, ha entusiasmato e ha coinvolto la gente. Quello dev’essere il punto di riferimento. Giocare bene, avere spirito di squadra, etica del gruppo, possedere forti motivazioni: queste sono qualità imprescindibili se si vuole arrivare lontano. E Stefano Pioli, allenatore intelligente, conosce questi segreti”.

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Sacchi sugli addii di Maldini, Massara e Tonali

I tifosi, dopo l’addio di Tonali, seguito a quelli di Maldini e Massara, sembrano non avere molta fiducia.

“Credo che i dirigenti che stanno operando abbiano in testa un progetto, almeno io me lo auguro. In tal caso, è giusto lasciarli lavorare e giudicare in seguito”.

Un rischio licenziare Maldini e Massara?

“Mandando via Maldini e Massara che sono stati protagonisti nell’ultimo periodo, il club si è preso un bel rischio. Se mi avessero detto, due anni fa, che il Milan avrebbe vinto uno scudetto e sarebbe arrivato alla semifinale di Champions, ci avrei messo subito la firma, perché gli investimenti economici non erano stati elevatissimi. Ora vediamo che cosa riescono a costruire, stando sempre attenti ai bilanci”.

E l’addio di Tonali?

“Certe cifre, per una società come il Milan, sono irrinunciabili. Ma non bisogna disperare. Vedrete che punteranno sui giovani, magari non di grande nome, e cercheranno di fare come il Napoli. Non scordiamoci che il Napoli ha vinto lo scudetto dopo aver ceduto Koulibaly, Insigne, Mertens e Fabian Ruiz, cioè i quattro più famosi”.

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Sacchi sugli obiettivi di mercato

Loftus-Cheek sembra a un passo. Come lo vedrebbe?

“È un giocatore forte fisicamente, che fa molto movimento e nel calcio di oggi fare movimento è fondamentale. Inoltre ha già una discreta esperienza internazionale e questo può aiutare tutto il gruppo a crescere”.

Altro obiettivo è Scamacca.

“Lo conosco bene, è un bravissimo ragazzo. Lui ha grandi potenzialità che, purtroppo, non sempre riesce ad esprimere. Ha un bel tiro, è potente, forte fisicamente, anche se deve imparare ancora a muoversi di più. Il pressing e la partecipazione alla manovra sono gli aspetti da migliorare. Caratterialmente deve fare un salto di qualità. Viene da una stagione così così, quindi è una scommessa. Mi auguro che capisca di essere di fronte a un’occasione importante, che non capita tutti i giorni: ci metta tutto se stesso per sfondare, giochi con la squadra e per la squadra, a tutto campo e a tutto tempo. Allora non avrà rimpianti”.

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