Ronaldinho: “Milan, è l’anno giusto! E sul mio amico Ibra…”

DiDavide Giovanzana

Apr 2, 2022

L’ex numero 80 del Milan e Pallone d’Oro 2005 è stato intervistato questa mattina dalla Gazzetta dello Sport.

Su Footsider, il portale che ha fondato
“Quando ho iniziato c’erano giocatori ben più forti di me, ma che non hanno avuto la giusta opportunità o non l’hanno saputa sfruttare al momento giusto. Per questo credo molto in questo progetto che mette in contatto chi sogna di diventare calciatore e i club. Per me è importante dare loro una seconda chance”.

Lei invece è diventato una delle più grandi stelle del calcio mondiale e nel suo palmares c’è anche l’ultimo scudetto del Milan. Oggi i rossoneri sono primi in classifica: secondo lei possono interrompere il digiuno che dura da undici anni?
“Credo di sì, magari aspettiamo che sia matematico per dirlo. Quel che è certo è che sono rimasto un grande tifoso del Milan e seguo sempre con attenzione il campionato italiano. Ma penso che per il Milan possa essere l’anno giusto”.

Il suo era un Milan pieno di stelle. Quello di oggi invece è diverso. Ci sono lo stesso dei punti in comune?
“Vero, il Milan dove giocavo io aveva tantissimi grandi giocatori, ma ce n’è qualcuno anche in questo. Quello che prevale però oggi è il concetto di squadra, che si esalta in una grande organizzazione tattica. Per questo come noi allora riescono a fare un gran lavoro”.

Anche oggi come allora in squadra c’è un certo Ibrahimovic, che sembra eterno. Che ne pensa?
“Zlatan è un mio grande amico, nonostante abbia 40 anni sta facendo bene al Milan. Vincere un altro scudetto alla sua età sarebbe bellissimo sia per lui che per il club”.

L’Italia invece non va al mondiale. Un mondiale senza gli azzurri è meno bello?
“Senza l’Italia il mondiale ci perde molto. Per chi ama il calcio come me e per lo spettacolo è un vero peccato che non ci siano gli azzurri. Non avrei mai immaginato di vedere un altro mondiale senza Italia”.

Anche in Champions per la seconda volta di fila non ci sono italiane ai quarti. Segno che la crisi del nostro calcio è ancora profonda?
“Per me il calcio italiano rimane bellissimo. Magari non ci sono più le grandi stelle di un tempo, ma è un campionato molto competitivo con squadre tatticamente molto forti e preparate”.

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