Roma-Milan, De Rossi: “180 minuti equilibrati, loro sono fortissimi”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il Milan non riesce nella rimonta a Roma e perde anche la gara di ritorno, venendo eliminata dall’Europa League: le parole di Daniele De Rossi

Altra prova profondamente negativa per il Milan di Stefano Pioli, che non riesce nella rimonta contro la Roma e abbandona l’Europa League ai quarti di finale. Partita nuovamente mal interpretata dai rossoneri, che ci mettono solo 12 minuti a passare in svantaggio ancora per mano di Gianluca Mancini, il più lesto ad avventarsi sulla palla vagante dopo il palo di Lorenzo Pellegrini. Dopo 10 minuti arriva la batosta definitiva per gli uomini di Pioli, con la rete di Paulo Dybala che fissa il punteggio sul 2-0 e obbliga i rossoneri a fare tre gol per sperare almeno nei supplementari. Dopo quel gol il Milan prova in tutti i modi, giocando anche in superiorità numerica dal 31′ minuto. L’unica rete del match per i rossoneri, però, arriva al minuto 85 grazie all’incornata di Matteo Gabbia, troppo tardi per cambiare le sorti del passaggio del turno. Roma-Milan finisce 2-1: le parole di Daniele De Rossi a Sky Sport.

L’analisi di De Rossi

Sulla qualificazione: “Per eliminare una squadra come il Milan c’era bisogno dell’eccellenza, quasi della perfezione. Sono una squadra fortissima che ha fatto a mio avviso due ottime partite. C’era bisogno anche di un grande cuore. Una volta rimasti in dieci c’era da fare una partita intensa e intelligente, non di sola corsa. Sono stati veramente bravi, è un orgoglio essere l’allenatore di una squadra del genere. Il Milan è veramente tanto forte e gioca veramente tanto bene. Abbiamo visto ieri, anche il Real Madrid ogni tanto si chiude in difesa. E noi siamo stati bravi a farlo”.

Sul controllo avuto nei 180 minuti: “Per me è stata equilibrata, nel senso che non abbiamo mai sofferto troppo a parte gli ultimi 15 minuti dell’andata. Sicuramente una volta rimasti in 10 ci hanno schiacciato, ma tanto alla fine si valuta il risultato. La sensazione è che forse abbiamo qualcosa di magico, ma loro hanno fatto una buona partita. Quando chiudi una squadra nella sua area per 50 o 60 minuti, non si può dire che abbiano giocato male solo perchè il gol non è arrivato. È stato una doppio confronto equilibrato e visto che il Milan è una squadra tanto forte e che negli ultimi anni ci aveva quasi sempre battuto, il grande merito è anche quello: aver reso equilibrata una partita che tutti pronosticavano poco equilibrata”.

Sul primo gol: “Lo stop di Mancini sinceramente non lo avevo visto, forse è la cosa che mi piace di più. È un giocatore con una tecnica incredibile. Di questo gol mi piace un po’ tutto. sono contento di rivederlo perchè non avevo capito tantissimo. Abbiamo questa idea di attaccare tutti lo spazio vuoto, tranne il portiere. Tutti hanno il compito e l’obiettivo di andare a occupare uno spazio più avanti dopo aver giocato la palla. Come ne abbiamo parlato abbiamo capito che a Mancini piaceva. Si trova a suo agio nella trequarto offensiva. Ormai i difensori che stanno dietro bloccati non li ha più nessuno. E poi ha seguito la palla dopo il palo, quello ha fatto la differenza. A volte bisogna crederci anche se sembra impossibile. A nessuno cade la corona a correre due metri in più, e a volte il premio che ricevi è gigante”.

Sulle cinque italiane in Champions League e le 8 in Europa: “Il livello del calcio italiano è alto. Magari a volte abbiamo ancora in mente i ricordi di un calcio italiano che era il top assoluto, ma non è più così. Gli altri campionati si sono livellati verso l’alto. Abbiamo avuto una fase di stanca in cui in Europa faticavamo, ma ora sono 5 o 6 anni che riusciamo a riportare le squadre dove meritano. Poi ovviamente in Champions è sempre tutto diverso. Ci sono anni in cui fai percorsi incredibili, come l’Inter lo scorso anno, e anni in cui esci fuori perchè ci sono tante tante squadre di altissimo livello. Le squadre che sono qui in semifinale di Europa League lo stesso, potrebbero tutte fare la Champions League a occhi chiusi. Noi dobbiamo essere un po’ più nazionalisti. Non è sempre più verde l’erba del vicino. Abbiamo tanti valori, tanti giocatori hanno ancora voglia e passione e la curiosità di venire a gicoare in italia. Con gli ambienti come quello di San Siro o dello stadio Olimpico, inoltre, ai giocatori forti verrà sempre voglia di venire in Italia e continueremo a fare buone stagioni anche a livello europeo”.

Sui giovani allenatori: “Stiamo continuando a partorire allenatori che non sfigurano. Io e il mio staff ci siamo fatti trovare pronti quando abbiamo avuto questa occasione. Poi ieri abbiamo visto Ancelotti… Il calcio italiano continua a sfornare buoni allenatori, che piano piano di convertono a un calcio più moderno. Pii si vede la differenza di influenze negli allenatori giovani e meno giovani”.

 

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