POLAROID – Milan-Bologna 2011: Flamini e la consapevolezza

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Per Milan-Bologna di lunedì sera sono stati venduti (al momento) più di 65mila biglietti: è atteso il sold out a San Siro, l’ultima volta fu nel 2011, quando Flamini fece esplodere San Siro.

Le analogie tra la stagione di quest’anno e quella dell’ultimo scudetto (2010-2011) sono pochissime. In entrambe le annate però, alla fine della 30esima giornata di campionato il Milan è in testa alla classifica di Serie A, allora con 2 punti di vantaggio sull’Inter di Leonardo e oggi con 3 sul Napoli e 6* sempre sulla stessa Inter. E come successo nel 2011, la 31esima giornata sarà fondamentale per capire le ambizioni finali dei rossoneri. Esattamente undici anni fa (2 aprile 2011) andò in scena il derby di Milano, scontro diretto tra la prima e la seconda: inutile ricordare la roboante vittoria dei rossoneri per 3-0 con la doppietta di Pato e il gol di Antonio Cassano (poi espulso nel finale). Lunedì sera invece la situazione sarà diversa ma con un’importanza simile: il Milan affronterà il Bologna il giorno dopo due grandissimi scontri diretti, Atalanta-Napoli e Juventus-Inter.

Bologna decisivo nel 2022, Bologna decisivo nel 2011: fu proprio il 1° maggio di quell’anno che il Milan di Massimiliano Allegri acquistò la consapevolezza definitiva di aver ormai raggiunto l’obiettivo tricolore. L’attuale allenatore della Juve schierò davanti ai 75mila spettatori di San Siro il suo classico 4-3-1-2: Abbiati dietro ad Abate, Nesta, Thiago Silva e Zambrotta; a centrocampo Flamini, Ambrosini e Seedorf con Boateng dietro a Robinho e Cassano. E Ibrahimovic? I più attenti di voi si ricorderanno l’aprile infernale dello svedese, che a causa di due espulsioni e una squalifica per somma di ammonizioni dovette saltare 5 sfide tra la 30esima e la 35esima di campionato.

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Nonostante l’assenza di Zlatan, i rossoneri partono subito forte e dopo soli 8 minuti San Siro fa esplodere la sua voglia matta di tornare a cucirsi il tricolore. Robinho imbuca per Mathieu Flamini, che con un dribbling non da lui salta nettamente Britos e calcia in porta: Viviano si oppone ma la respinta va dritta sui piedi del francese che deve solo spingere la palla in rete. Galvanizzato dall’1-0, il Milan continua a spingere su un Bologna che fa fatica ad entrare in partita. Il ritmo dei rossoneri è arrembante ma le occasioni sono poche: Cassano (in posizione irregolare) calcia da dentro l’area piccola il pallone del 2-0 sui piedi di Viviano. Nel primo tempo succede poco altro: 45 minuti da spettatore non pagante per Christian Abbiati.

Inizia la ripresa e il Milan sembra in controllo del match. Sembra, perché col passare dei minuti il Bologna di Alberto Malesani guadagna metri trovando le misure a una squadra, quella rossonera, che sembra essersi un po’ seduta. Il colorito allenatore veronese opta allora per tre cambi offensivi: Della Rocca, Ramirez, Gimenez. L’ultima scelta risulta azzeccata: l’uruguagio svetta su calcio d’angolo e sempre su calcio d’angolo un minuto dopo l’altro uruguagio Britos spaventa di nuovo San Siro. Il copione è però lo stesso: palla a lato. E’ un altro cambio invece ad inchiodare Malesani: al minuto 82, dopo 30 minuti dal suo ingresso, Della Rocca viene espulso dall’arbitro De Marco per un brutto tackle su Nesta. Dopo essersi divorato un paio di contropiedi clamorosi, il Milan trasforma la sua agonia in una festa. L’arbitro fischia tre volte, San Siro esplode di nuovo e Allegri dopo la partita dichiara “Sì, adesso questo scudetto dovremmo proprio vincerlo, sebbene non ci siano partite facili”.

Lunedì sera, molto probabilmente, gli spalti di San Siro torneranno a vedere 75mila persone per un Milan-Bologna. La febbre tricolore sale: ora sta a Stefano Pioli e ai suoi uomini non farla scendere.

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Photocredits: Instagram Radio Rossonera

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