Verso Milan – Spezia: l’effetto Serra che concilia danno e beffa

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San Siro non è stato palcoscenico di tanti Milan – Spezia. Il libro dei ricordi di oggi ci riporta a qualche mese fa. Esattamente a lunedì 17 gennaio. Mentre gli addobbi natalizi erano stati riposti già da qualche giorno, lo spettro dell’ennesimo lockdown iniziava ad aleggiare causa nuova ondata di un Covid che non aveva nessuna intenzione di mollare la presa.

Anche il mondo del calcio fu costretto a sottostare6 alle ennesime restrizioni, richiudendo i cancelli dei propri stadi.

Quel pomeriggio, San Siro sembrava un vecchio cantante ormai afono, chiamato comunque a mostrare le proprie qualità. Gli appena cinquemila spettatori che il nuovo protocollo permetteva, provavano a supportare la squadra. Ne venne fuori uno spettrale e surreale vociare che non ha nulla a che vedere con ciò che si sarebbe abbattuto di lì a poco sul terreno di gioco.

“L’effetto Serra non è un fenomeno di per se negativo, anzi. È un particolare fenomeno di regolazione della temperatura di un pianeta”.

No, non vi siete imbattuti in una puntata di National Geographic, però portate pazienza e capirete. Ammesso che non ci siate già arrivati …

“L’aumento dei gas serra nell’atmosfera modifica l’equilibrio climatico terrestre. La causa è l’attività inquinante dell’uomo e quindi la minore capacità da parte dell’atmosfera terrestre di filtrare i raggi ultravioletti del sole”.

Eccoci. L’uomo in questione che con un intervento “inquinante” ha minato gli equilibri del campionato è Marco Serra. Professione? Arbitro.

In quel pomeriggio dalle nuance malinconiche per i fatti di cui sopra, il Milan scese in campo con il vento in poppa delle due vittorie consecutive contro Roma e Venezia alla ripresa dopo lo stop natalizio.

Difronte lo Spezia che già un anno prima distrusse i sogni tricolore dei rossoneri battendo Ibra e compagni con un netto 2-0. Quel pomeriggio i bianconeri scesero a San Siro con i l’etichetta di underdog da liquidare in attesa dei big match successivi con Juventus e Inter.

Tra infortuni, casi Covid e squalifiche, Pioli mandò in campo una formazione inedita. In difesa con Maignan tra i pali, la coppia di centrali formata da Gabbia e Kalulu mentre Florenzi e Theo a completare la linee sulle fasce. Krunic e Bakayoko a centrocampo con Saelemaekers, Diaz e Leao a ridosso di Zlatan Ibrahimovic.

Il primo tempo scorre senza timore che l’effetto Serra possa manifestare le sue pericolose conseguenze. Il Milan vorrebbe chiudere la pratica subito e ci prova in apertura con Leao che servito da Ibra, dal vertice sinistro, si accentra e lascia partire un tiro indirizzato all’incrocio dei pali opposto. L’esultanza è strozzata. La palla esce di poco.

Qualche minuto dopo ancora Ibra che con un’azione simile, allarga ancora per Leao. Il campione portoghese si accentra ma questa volta non tira. Con il destro, finta e si porta la palla sul sinistro. Entra in area saltando Amian. Il suo incrocio è perfetto ma Provedel con la punta del piede la sfiora quanto basta per far rivivere la frustrazione ai tifosi presenti.

Ma lo Spezia lancia un segnale. Palla sulla sinistra che Florenzi fatica a controllare. Reca batte a botta sicura ma Maignan non si scompone e blocca la palla. Il match inizia ad adeguarsi al clima anonimo di un San Siro deserto ma proprio al 45’ è lo stesso Reca che batte un fallo laterale. Palla a Provedel. Lo stop non è dei migliori. Prova ad intervenire Leao ma i segnali dell’effetto Serra cominciano a palesarsi. In un’azione di facile lettura anche per un “seggiolino congelato”, il direttore di gara inverte un calcione subito dall’attaccante rossonero con una gamba tesa dello stesso.

Richiamato al VAR concede un indiscutibile rigore. Sulla palla va Theo Hernandez reduce dalla doppietta in laguna, uno dei quali proprio su calcio di rigore.

Forse è vero che certi segnali vanno interpretati con attenzione. Theo di sinistro incrocia sulla destra di un Provedel ormai battuto ma una zolla sul dischetto fa perdere l’appoggio del piede destro. La palla esce tristemente fuori.

Nessun avrà modo di pensare a quanto accaduto perché qualche secondo dopo, il portiere spezzino rimette la palla in gioco. Krunic recupera palla quasi al limite dell’area milanista. Lancio millimetrico per Leao. Nikolaou cicca clamorosamente l’intervento e Rafa salta Provedel in uscita depositando la palla del vantaggio nell’ultima azione che porta alla fine del primo tempo.

Leggi QUI – Verso Torino – Milan: l’illusione protagonista e la forza dell’attesa

La ripresa si apre con un Milan pronto a chiuderla. Leao devastante a sinistra. Punta Amian. Destro – sinistro, lo salta con estrema eleganza e facilità involandosi lungo la fascia. Entra in area per un liberissimo Saelemaekers che apre il piatto destro a botta sicura. Sarebbe stato il gol del 2-0 se Provedel non avesse deciso di regalarsi un lunedì pomeriggio da fenomeno. Miracolo con il piede e palla in calcio d’angolo.

È proprio quello il momento in cui gli uomini di Pioli decidono di rifiatare ignari di ciò il neo entrato Agudelo e l’effetto Serra gli stava riservando.

In appena quattro minuti San Siro rivive lo spettro del match dell’anno precedente. Agudelo al quarto d’ora, dalla destra, trova un passaggio che inganna la difesa rossonera. Smarca Amian che di destro permette a Maignan di mettere le cose in chiaro con il suo collega avversario su chi è il re tra i pali.

Due minuti più tardi Bastoni porta palla tra le linee sulla trequarti del Milan. Mette un filtrante sulla sinistra per Verde che beffa Florenzi e Messias. Il numero 10 mette al centro e sul primo palo Agudelo pareggia i conti.

Doccia fredda? Fidatevi, il pareggio dello Spezia è da considerarsi acqua tiepidissima e profumata in confronto alla “tempesta climatica” alla quale stavamo per assistere.

Siamo al minuto 89. Theo, capitano di giornata, lancia in avanti. Ibra di prima appoggia per Rebic che tutto solo dal limite viene atterrato da Bastoni. La palla raggiunge Messias sulla destra che di sinistro incrocia e mette a segno il gol della vittoria. È gol. È assolutamente gol.

“La causa è l’attività inquinante dell’uomo”. Capite perché l’apertura in perfetto stile National Geographic? Il buon Marco Serra da Torino, da noi amichevolmente chiamato “effetto Serra”, decise di alterare gli equilibri ambientali inquinando la buona norma delle conduzioni arbitrali di concedere il vantaggio alla squadra che subisce il fallo ma ne conserva il possesso, fischiando al Milan la punizione e annullando il grande gesto tecnico da tre punti di Junior Messias.

Le sue scuse con le mani alzate al cielo di un San Siro deserto faranno storia. Così come le mani sul volto del direttore di gara da parte di Ante Rebic che in quel momento erano anche quelle di tutti i tifosi rossoneri che gli urlavano: “Perché? Perché?”.

C’è un proverbio che dice: “Il danno è danno e dolori, ma le beffe sono peggiori”.

Tutto maledettissimamente vero. Dopo quel fischio e da quella punizione scaturisce un calcio d’angolo. La traversa di Ibra è solo la parte finale di un danno che stava per spianare la strada alla beffa travestita da Kovalenko che ruba palla a Kalulu, mette al centro per Gyasi che con il gol del 1-2 spegne definitivamente le luci di San Siro su un match che definire semplicemente assurdo avrebbe, paradossalmente, del consolatorio.

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