Parola d’ordine: riscatto – Verso la trasferta di Genova

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Parola d’ordine: riscatto – Verso la trasferta di Genova

Fortunatamente, il Milan scende in campo già domani e dopo la brutta sconfitta col Sassuolo ha così la possibilità di rifarsi subito. Perché come ha sottolineato Marco Bucciantini al nostro Talk (lo trovi QUI), ora c’è bisogno di punti. L’avversario di questo turno infrasettimanale sarà il Genoa di Andriy Shevchenko (non proprio uno qualsiasi). Genoa che ha bisogno di punti tanto quanto il Milan vista la situazione di classifica non proprio felice.

Il bilancio delle sfide tra Genoa e Milan giocate al Ferraris sottolinea il fatto che la partita non sarà per nulla semplice, anche se gli ultimi 5 anni hanno quasi sempre visto sorridere il Milan. Dei 53 incontri, i pareggi (20) sono più delle vittorie rossonere (19), mentre le vittorie del Genoa sono 14, non pochissime. Uno dei tanti pareggi è andato in scena lo scorso anno, quando in extremis un gol in mischia di Kalulu (il primo e unico finora con la maglia rossonera) ha salvato i rossoneri dopo la doppietta di Destro.

Per prepararci al match di domani sera (20.45), abbiamo scelto di ricordare un Genoa-Milan in particolare: il leitmotiv è quello del riscatto.

Siamo nella stagione 2017/2018, e il Milan del subentrante Gennaro Gattuso è in piena lotta per confermare la qualificazione in Europa League ottenuta l’anno precedente. Europa League dalla quale però è appena uscito per mano dell’Arsenal, giusto 3 giorni prima della trasferta di Genova. C’è voglia di riscatto, perché la prestazione contro i Gunners è stata di livello. Ma c’è voglia di riscatto anche perché il Milan non vince (e non segna) a Marassi dal 2014.
L’undici scelto da Rino è quello classico fatta eccezione per Fabio Borini, schierato terzino destro. La voglia di spingere e tornare alla vittoria si percepisce già dalle scelte iniziali. Dall’altra parte, anche il Genoa è carico: nell’ultimo mese a Marassi ha battuto sia la Lazio che soprattutto l’Inter.
Michael Fabbri fischia e il Milan detta subito le regole della partita. Dopo mezz’ora Perin compie un miracolo sulla conclusione ravvicinata di Kalinic, ma nella prima frazione di gioco succede poco altro. La ripresa è sicuramente più viva soprattutto per i rossoblù, con Zukanovic che si divora un gol fatto da due passi. La luce per il Milan torna ad accendersi al minuto 70, quando uno spento Hakan Calhanoglu lascia il campo ad André Silva. La trazione offensiva dei rossoneri è ora totale: Gattuso vuole vincerla. I rossoneri creano, sì, ma le conclusioni verso la porta di Perin sono troppo poco pericolose. Siamo ai titoli di coda, ormai non ci crede più nessuno. Quel nessuno però non ha fatto i conti con un’altra voglia di riscatto, quella proprio di André Silva. Quarto dei 4 minuti di recupero concessi, Suso rientra due volte sul suo sinistro e mette una palla in mezzo che sembra ancora una volta troppo arretrata. Sembra, perché con una torsione da campione il portoghese colpisce di testa e mette la palla alle spalle di Perin. Zero a uno e sipario a Marassi: il Milan vince e André Silva trova il primo gol in Serie A sbloccandosi dopo 678 lunghissimi minuti di astinenza.

La voglia e soprattutto il bisogno di riscattarsi dovrà guidare il Milan domani sera, perché vincere è d’obbligo. E chissà se un attaccante come André Silva avrebbe potuto farci comodo in un momento così complicato… Rimpianto Milan?

Rileggi QUI le parole dell’attore Gimbo Tognazzi ospite a LunchPress
photocredits: Instagram RadioRossonera

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